Dodici cantieri nautici chiusi dalla magistratura in pochi mesi lungo la costa tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia. Tutti per lo stesso motivo e con provvedimenti d’urgenza. Senza gli impianti di depurazione, previsti dalla legge, i veleni industriali prodotti negli interventi di restyling e costruzione di grandi yacht o piccole barche finiscono a mare, a pochi metri da spiagge affollate di bagnanti. E nel fiume Sarno che lì, tra i due comuni sfocia nel golfo di Napoli. L’ultima azienda scoperta a inquinare proprio stamattina. Scattati i controlli nel cantiere nautico “Officina della Nautica S.r.l.”. L’operazione, pianificata e coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, ha visto in campo la Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia e il Noe dei Carabinieri di Napoli. Il sequestro preventivo è scattato per scarico abusivo di reflui industriali e mancanza dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera.
I militari hanno proceduto al sequestro di un’area coperta di 5.700 metri quadrati e di un’area esterna di circa tremila. In particolare, i militari hanno accertato che all’interno di entrambe le aree era in corso un’attività di rimessaggio e di cantieristica navale, consistente nell’esecuzione di lavori di levigazione di un natante da diporto e di applicazione di materiale antivegetativo su uno scafo. In questi mesi la Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia e il NOE, coordinati dal procuratore Nunzio Fragliasso, hanno proceduto complessivamente a 11 sequestri preventivi di cantieri nautici, alcuni dei quali completamente abusivi, denunciato 13 persone per reati ambientali e sequestrato aree di cantiere la cui estensione complessiva è pari a circa 50 mila metri quadrati. Nella stessa giornata la magistratura torrese ha disposto il sequestro della ditta “ICE Fresh” a Poggiomarino, impegnata nelle lavorazioni ortofrutticole. Il provvedimento è scattato per deposito incontrollato di rifiuti scarico di reflui industriali. E anche in questo caso i veleni finivano nel fiume Sarno.


