

Il cancello si chiude con un giro di nastro bianco e rosso, teso tra le sbarre come una firma. Dietro, container gialli scrostati dalla ruggine e capannoni verdi si allineano su un piazzale che fino a poche ore prima custodiva un segreto ben organizzato: due impianti in uno, uno regolare e uno clandestino, separati da un confine invisibile che qualcuno aveva tracciato apposta per sfuggire ai controlli.
È quanto ha scoperto la Polizia Provinciale di Caserta durante un’ispezione in un’azienda del settore tessile situata nell’area industriale di Gricignano di Aversa, conclusasi con il sequestro dell’impianto e la denuncia del titolare alla Procura della Repubblica per reati ambientali.
L’operazione fa parte del programma di intensificazione dei controlli ambientali della Provincia, nell’ambito della vigilanza sugli Impianti di Gestione e Valorizzazione dei rifiuti che il Settore Ambiente dell’Ente esercita in virtù della convenzione siglata a inizio anno con l’ARPAC. Dietro l’indagine, coordinata dal comandante della Polizia Provinciale Biagio Chiariello, c’è un filo che si dipana da tempo sul territorio: quello dei rifiuti tessili abbandonati, che negli ultimi mesi ha già portato al sequestro di un’area di circa 20mila metri quadrati nel comune di Frignano.
Quando gli agenti sono entrati nello stabilimento, esteso per circa 1.300 metri quadrati e gestito da un imprenditore residente a Ercolano, hanno trovato la conferma di quel sospetto. Una parte dell’impianto era effettivamente coperta da regolare Autorizzazione Unica Ambientale. Ma accanto, su un’area di circa 700 metri quadrati priva di qualsiasi autorizzazione, si accumulavano ingenti quantitativi di rifiuti tessili pronti per essere smaltiti illecitamente: una pratica che, ricordano dalla Provincia, è spesso all’origine degli abbandoni e delle combustioni illegali che avvelenano il territorio.
Non solo ambiente. Nel corso delle verifiche sono emerse anche irregolarità in materia di sicurezza sul lavoro: nello stabilimento erano impiegati quindici operai, e le violazioni riscontrate sono state segnalate all’Ispettorato Nazionale del Lavoro per gli accertamenti e le eventuali sanzioni di competenza.


