

L’iniziativa il 5 novembre nella sala consiliare, nel giorno dell’anniversario dell’omicidio In auto con la sua fidanzata a Santa Maria la Carità, Carlo Cannavacciuolo fu ucciso a 27 anni da un rapinatore. Era il 5 novembre del 2011.
Quindici anni dopo, nel giorno dell’anniversario del suo omicidio, il piccolo comune della provincia di Napoli lo ricorda su iniziativa del Forum dei Giovani. Chiusa nel 2016 la vicenda giudiziaria con la condanna all’ergastolo dei due killer, Violante Petrucci e Ciro Afeltra, che all’epoca avevano 27 e 30 anni entrambi di Pimonte, e hanno anche confessato l’accaduto. È Petrucci che uccise Carlo, esplodendo due colpi di pistola.
Resta, invece, aperta la pagina che fa del giovane veterinario ammazzato, subito dopo avere festeggiato con gli amici il suo onomastico, uno dei nomi delle vittime innocenti della criminalità da non dimenticare. Nel 2013 il Quirinale ha conferito ai suoi genitori la medaglia d’oro al valore civile.
“La memoria di mio fratello deve servire come insegnamento di coraggio e valori positivi per i ragazzi di oggi. È stato ucciso perché si voleva sottrarre alla sopraffazione e proteggere la sua fidanzata. Temeva il peggio per lei”, spiega la sorella Rosa Cannavacciulo, che da insegnante è a contatto con i giovani tutti i giorni. “Questo coraggio può fungere da esempio. Questa credo sia la motivazione nel ricordare Carlo e, tramite lui, rammentare alla comunità i valori del rispetto e della legalità, affinché’ di fronte ad un gesto generoso la risposta non sia: ti tolgo la vita”, spiega.
E per aiutare a diffondere la cultura tra le nuove generazioni contro la violenza, la famiglia del veterinario ucciso ha donato dei libri alla nuova biblioteca di Santa Maria la Carità. E voler ricordare Carlo Cannavacciuolo, a 15 anni dalla sua scomparsa, “significa volere affermare che la comunità non ha dimenticato e vuole ancora schierarsi dalla parte di chi crede nella giustizia e nei valori in cui Carlo credeva. Gli stessi valori che gli sono stati riconosciuti con l’intitolazione di una strada, con l’attribuzione di una medaglia d’oro al valore civile e con l’aggiunta del suo nome nell’elenco di tutte le vittime innocenti delle mafie. Perché la sopraffazione e la prepotenza sono atteggiamenti mafiosi, a tutti i livelli. Nel piccolo e nel grande”, ricorda la sorella della vittima.
Ma in segno di continuità con questo impegno la Rosa Cannavacciuolo chiede anche che non sia abbandonato il progetto di riutilizzo di un appartamento confiscato al clan D’Alessandro, intitolato al fratello nel quartiere di Scanzano a Castellammare di Stabia.
“Speriamo che anche nel bene confiscato si riprendano le attività per la legalità”, è l’appello di Rosa Cannavacciuolo. Che sarà presente il 5 novembre nella sala consiliare di Santa Maria la Carità. Con i giovani del Forum alle 19 il sindaco Giosuè D’Amora, l’ex consigliere regionale Franco Cascone e il presidente di sezione tribunale di Salerno Giovanni De Angelis.
“Mi commuove che siano stati proprio i giovani a volere ricordare Carlo per questo ho ceduto. In famiglia abbiamo sempre la tendenza a portarci dentro questo dolore, da quindici lunghi anni, ma la sua testimonianza ha ancora da insegnare”, conclude Rosa Cannavacciulo.


