

Quasi due fumatori su tre hanno provato almeno una volta a smettere, senza riuscirci in modo definitivo. Eppure, soltanto una minoranza considera davvero prioritario interrompere il consumo di sigarette. È il quadro che emerge dall’indagine “Gli italiani e quella ultima sigaretta”, realizzata da Astra Ricerche con il contributo di Kenvue Italia su un campione di fumatori italiani tra i 25 e i 65 anni.
La ricerca evidenzia un rapporto ancora fortemente radicato con il fumo: oltre l’80% fuma da più di dieci anni e più del 40% supera le 10 sigarette al giorno. Il 50,6% dichiara inoltre di non aver modificato le proprie abitudini negli ultimi tre anni, mentre il desiderio di smettere continua a scontrarsi con difficoltà concrete e con una dipendenza che non è soltanto fisica, ma anche psicologica e comportamentale.
“Quello che emerge dalla ricerca è il ritratto di un rapporto ancora profondamente ambivalente tra gli italiani e il fumo. Da un lato c’è la piena consapevolezza dei danni legati alla sigaretta e un desiderio diffuso di smettere; dall’altro permane una dipendenza che si intreccia con abitudini quotidiane, rituali sociali e gestione emotiva. Non parliamo soltanto di nicotina, ma di comportamenti consolidati nel tempo che accompagnano momenti della giornata ben precisi, dal caffè alla pausa, fino alle situazioni di stress”, afferma Cosimo Finzi, direttore di Astra Ricerche.
“La nostra indagine evidenzia infatti che oltre l’80% dei fumatori fuma da più di dieci anni e che più del 40% supera le 10 sigarette al giorno. Sono numeri che raccontano una dipendenza radicata e che spiegano perché smettere venga percepito come difficile da circa l’80% dei fumatori intervistati. Colpisce anche il fatto che quasi due fumatori su tre abbiano già tentato almeno una volta di smettere senza riuscirci definitivamente: questo dimostra che la motivazione esiste, ma spesso manca un supporto continuativo e strutturato capace di accompagnare davvero le persone lungo il percorso. Anche in Campania emerge con forza questa necessità di supporto: il legame con il fumo resta fortemente connesso ai rituali quotidiani, alla gestione dello stress e alla socialità. È quindi fondamentale creare punti di riferimento facilmente accessibili sul territorio, capaci di intercettare le persone nel momento in cui maturano la volontà di smettere. In questo senso la rete delle Farmacie Antifumo può rappresentare un modello estremamente efficace, perché unisce prossimità, competenza professionale e collegamento con i centri specialistici, trasformando il desiderio di smettere in un percorso concreto, accompagnato e sostenibile nel tempo”.
È proprio per rispondere a questo bisogno di supporto concreto e strutturato che, in occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco del 31 maggio, nasce ultimasigaretta.it, il nuovo network nazionale delle Farmacie Antifumo: una rete di farmacie formate per accompagnare passo dopo passo chi desidera intraprendere un percorso di disassuefazione dal fumo.L’iniziativa è realizzata con il patrocinio della SITAB – Società Italiana di Tabaccologia – e di FederASMA e Allergie ODV – Federazione Italiana Pazienti – ed è collegata ai Centri Antifumo, con l’obiettivo di creare un ecosistema integrato capace di mettere in rete territorio, farmacista e specialisti.Attraverso il sito www.ultimasigaretta.it è possibile accedere a contenuti di approfondimento, informazioni scientifiche, consigli pratici e strumenti utili per comprendere il proprio livello di dipendenza, come il Test di Fagerström, oltre a consultare la mappa delle farmacie aderenti su tutto il territorio nazionale.In Campania oltre 200 farmacie già pronte ad accompagnare i cittadini
La Campania si conferma una delle regioni più attive del progetto con oltre 200 farmacie aderenti, già operative per offrire orientamento, supporto e indicazioni qualificate a chi desidera smettere di fumare.Una rete di prossimità che punta a trasformare la farmacia in un presidio ancora più vicino ai bisogni dei cittadini, valorizzando il ruolo del farmacista come primo interlocutore nel percorso di cessazione.“Quando una persona decide di smettere di fumare compie un passaggio fondamentale per la propria salute, ma quella decisione da sola spesso non basta.
Il tabagismo è una dipendenza complessa, che comprende componenti fisiche, psicologiche e comportamentali e che, proprio per questo, richiede un approccio personalizzato. Comprendere che tipo di dipendenza si ha è il primo elemento necessario per individuare il percorso più corretto e aumentare concretamente le possibilità di successo. Roberto Boffi, Presidente SITAB – Società Italiana di Tabaccologia. Oggi abbiamo a disposizione diversi strumenti terapeutici efficaci: dai sostitutivi della nicotina – cerotti, gomme, spray, pastiglie – che possono essere utilizzati anche in associazione tra loro, fino ai trattamenti farmacologici a base di bupropione, citisina e vareniclina, che richiedono prescrizione medica e una valutazione specialistica.”In questo percorso il farmacista può rappresentare una figura di riferimento estremamente importante, perché l’utilizzo di un trattamento non può prescindere da una corretta indicazione e da un accompagnamento competente.
“Le Farmacie Antifumo nascono proprio con questo obiettivo: aiutare le persone a orientarsi, a capire quale supporto possa essere più adatto e a sentirsi accompagnate in un percorso che spesso richiede tempo, motivazione e più tentativi. Continua Roberto Boffi Il collegamento strutturato con i Centri Antifumo consente inoltre di costruire un ecosistema completo, in cui il cittadino può trovare continuità di assistenza tra territorio e specialisti, aumentando così le possibilità di arrivare davvero all’ultima sigaretta”.Le conseguenze del fumo sulla salute continuano infatti a essere estremamente rilevanti. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, il tabagismo è tra i principali fattori di rischio evitabili per malattie cardiovascolari, oncologiche e respiratorie.
Tra le patologie maggiormente correlate figurano la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), la bronchite cronica e numerose malattie respiratorie croniche.Il fumo inoltre peggiora sensibilmente patologie già presenti come asma e allergie respiratorie, aumentando sintomi, riacutizzazioni e impatto sulla qualità della vita. Anche il fumo passivo continua a rappresentare un rischio importante, soprattutto per i più piccoli.“Parlare di lotta al fumo oggi significa parlare di prevenzione concreta e di tutela della salute respiratoria delle persone più fragili.
Le conseguenze del tabagismo non riguardano soltanto chi fuma, ma anche chi è esposto quotidianamente al fumo passivo, a partire dai bambini e dagli adolescenti. Afferma Mario Picozza Presidente di Federasma e Allergie Odv. Per chi convive con asma, allergie respiratorie o altre patologie croniche dell’apparato respiratorio, il fumo rappresenta un fattore aggravante estremamente importante: aumenta le riacutizzazioni, peggiora il controllo della malattia e riduce significativamente la qualità della vita. Per questo è fondamentale promuovere iniziative capaci di portare supporto e informazione direttamente sul territorio. La rete delle Farmacie Antifumo rappresenta un modello importante perché avvicina le persone a un percorso di consapevolezza e accompagnamento, offrendo punti di riferimento facilmente accessibili. È necessario continuare a investire sulla cultura della prevenzione e sulla sensibilizzazione, soprattutto verso le famiglie, affinché si comprenda che proteggere i più piccoli dal fumo passivo significa tutelare il loro futuro e la loro salute respiratoria”.Con “Ultima Sigaretta”, la Campania rafforza così la propria rete territoriale di prevenzione, offrendo ai cittadini un nuovo punto di riferimento per affrontare con maggiore consapevolezza e supporto il percorso verso una vita senza fumo.
DATI INDAGINE ASTRA RICERCHE•
Quasi 2 fumatori su 3 (65,7%) hanno provato almeno una volta a smettere di fumare, senza riuscirci definitivamente.• Solo il 23,5% considera smettere una vera priorità, mentre oltre la metà dei fumatori (55,6%) vorrebbe smettere “prima o poi”, ma senza urgenza.• Oltre l’80% fuma da più di 10 anni e il 50% da oltre 20 anni, segno di una dipendenza consolidata nel tempo.• Più del 40% supera le 10 sigarette al giorno e oltre 1 fumatore su 5 fuma almeno 16 sigarette quotidianamente.• Negli ultimi tre anni il 50,6% dei fumatori non ha modificato le proprie abitudini di consumo.• La sigaretta resta fortemente legata ai rituali quotidiani:o il 54,5% indica come “irrinunciabile” la sigaretta dopo il caffè;o il 29,8% quella associata allo stress;o il 28,1% quella dopo i pasti.• Per il 59,5% dei fumatori il fumo è legato al relax e alla gestione dello stress, mentre il 47,3% lo considera un’abitudine automatica o una necessità.• Circa 4 fumatori su 10 vivono in contesti in cui molte persone fumano abitualmente, elemento che contribuisce a rendere più difficile smettere.


