

“La nostra Chiesa non sarebbe oggi ciò che è se non ci fosse stato Monsignor Nogaro, un uomo, un cristiano, un pastore chiamato in questo territorio, e ha voluto fortemente scommettere su questa terra, sulla rinascita sociale e culturale di questo territorio, e ha contribuito davvero a far nascere tante cose belle di cui oggi noi proviamo a raccogliere i frutti e a continuare davvero nella direzione che lui ci ha tracciato”.
Sono le parole con cui l’Arcivescovo di Caserta Pietro Lagnese ha spiegato questa mattina perché ha voluto intitolare la Biblioteca Diocesana di Caserta a monsignor Raffaele Nogaro, scomparso il 6 gennaio scorso dopo diciannove anni di episcopato a Caserta. La cerimonia si è svolta nella sede della Biblioteca, all’interno della Curia diocesana in via Redentore, e si è aperta con un momento di forte commozione: i ragazzi dell’associazione Fabbrica Wojtyla hanno fatto risuonare in sala un messaggio con la voce dello stesso Nogaro.
In prima fila, tra gli altri, la prefetta di Caserta Lucia Volpe, il questore Andrea Grassi e il presidente della Fondazione Padre Nogaro Vescovo, don Nicola Lombardi. Al tavolo dei relatori, oltre all’Arcivescovo, don Edoardo Scognamiglio, direttore della Biblioteca, e Felice Ruotolo, che ne cura la gestione. Ad aprire gli interventi è stato Luigi Nunziante, oggi responsabile dell’ufficio stampa della Diocesi di Caserta, ma per anni fedele autista di Mons. Nogaro e suo accompagnatore in molti momenti della missione pastorale.
Nunziante ha ricordato che l’Arcivescovo Lagnese aveva maturato la decisione già in occasione della Messa crismale del Giovedì Santo, “per onorare il magistero e l’eredità spirituale del Vescovo emerito” e per fare della biblioteca “un punto di riferimento per quel dialogo tra fede, cultura e territorio che ha contraddistinto il ministero di Monsignor Nogaro”. Non un gesto di facciata, ha sottolineato, perché Nogaro non voleva che quel luogo fosse “semplicemente un contenitore”, ma “uno strumento di liberazione e di emancipazione”, nella convinzione che la cultura fosse “la strada privilegiata” per coltivare la coscienza.
Nel suo intervento l’Arcivescovo Lagnese ha richiamato l’immagine usata dal filosofo francese del XII secolo Bernardo di Chartres — “siamo nani sulle spalle di giganti” — per inquadrare l’impegno di Mons. Nogaro “per questo territorio, per questa Chiesa di Caserta, per questa città che lui amava”: diciannove anni “intensi, appassionati, di servizio a questa Chiesa, a questa città”, al termine dei quali Nogaro lasciò scritto nel libro consegnato alla Diocesi che “ha amato la mia gente”.
Lagnese ha tenuto a precisare che la biblioteca non porta oggi il nome di Nogaro “innanzitutto” per la sua cultura, per i libri che ha scritto o per l’impegno nel restauro e nell’arricchimento del patrimonio librario, ma perché è stato “un pastore, un cristiano, un vescovo nuovo” che ha contribuito “a migliorare la nostra realtà, a fare più bella questa città” in un momento difficile per il territorio. L’Arcivescovo ha ricordato che Nogaro si oppose alle narrazioni che descrivono il casertano come una terra dove “le cose vanno sempre male”: “Non è così — disse —, è gente buona, gente che va aiutata e incoraggiata”. Un gesto, quello di oggi, che Lagnese ha definito non solo commemorativo ma “profetico”. A sancire ufficialmente l’intitolazione è stata la lettura, da parte del cancelliere diocesano, del decreto firmato da monsignor Lagnese, che riconosce “il decisivo e straordinario impegno” profuso da Nogaro nel fare della biblioteca “uno spazio di inclusione, ricerca e crescita culturale per la Chiesa diocesana e per l’intero territorio casertano” e che intende dare “imperituro riconoscimento” alla “lungimirante dedizione” del compianto Presule “per una rinascita sociale e culturale della Civitas Casertana”. Con il decreto, e dopo il parere favorevole espresso all’unanimità dal Collegio dei Consultori l’11 marzo scorso, la “Biblioteca del Seminario Vescovile di Caserta” assume da oggi la denominazione di “Biblioteca Diocesana S.E. Monsignor Raffaele Nogaro”. A concludere la mattinata, l’Arcivescovo Lagnese, insieme alla Prefetta Volpe e al Questore Grassi, ha scoperto la nuova targa apposta all’ingresso della biblioteca.


