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“Le donne della Repubblica”, il libro al Maschio Angioino: “La Storia aiuta a leggere il presente”

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Un libro di storia che racconta il passato ma aiuta a leggere il presente. E immaginare un futuro di inclusione, libertà, democrazia. Perché “oggi sembrano traballare, anche in Occidente, alcuni dei diritti che tutti noi pensavamo scolpiti nella pietra”, sottolinea il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. E perché “tutti noi poggiamo i piedi sulla nostra Costituzione”, aggiunge Roberto Fico, presidente della Regione Campania.

Applausi convinti, stamattina, per la presentazione – nella sede della Società italiana di storia patria al Maschio Angioino – del volume “Le donne della Repubblica – Il voto al referendum 80 anni dopo”, che i lettori del nostro giornale riceveranno, in nove grandi città italiane, in omaggio martedì 2 giugno, in abbinamento con il quotidiano. Con il saluto di Renata De Lorenzo, presidente della Storia patria, e gli interventi di Manfredi e Fico, sono intervenuti – introdotti dal capo di Repubblica Napoli, Ottavio Ragone – la giornalista Conchita Sannino, le storiche Patrizia Gabrielli e Gabriella Gribaudi e lo storico Aurelio Musi, la giornalista di “Repubblica”, e il responsabile della redazione di Napoli, Ottavio Ragone. Nel folto pubblico anche gli studenti dell’istituto turistico “Archimede” di Ponticelli, guidato dalla dirigente Maria Rosaria Stanziano.

Il libro nasce nell’ottantesimo anniversario del referendum del 2 giugno 1946, che vide prevalere la Repubblica sulla monarchia per due milioni di voti. “Abbiamo voluto mettere in evidenza l’importanza decisiva della partecipazione femminile, grazie al suffragio universale praticato per la prima volta su scala nazionale”, ha spiegato il capo di Repubblica Napoli, Ottavio Ragone. “Per le donne fu un giorno di festa, un rito collettivo che avrebbe celebrato una liberazione dopo la catastrofe della guerra”, ha aggiunto. Poi, un affondo sull’attualità: “Tendiamo ad archiviare in fretta le cose, eppure qualche mese fa abbiamo evitato, nell’ottantesimo anniversario della fondazione della Repubblica, di modificare la Costituzione con un segnale politico importante”.

L’opera viene pubblicata contemporaneamente nelle nove grandi città italiane, in cui “Repubblica” ha una sua redazione. Una parte generale, comune a tutti i volumi, dopo l’introduzione della vicedirettrice Stefania Aloia e la premessa di Ragone

Fico: “Celebrare il potere della Costituzione”

“Quella di Repubblica è una iniziativa meritoria: celebrare il potere della Costituzione e del suffragio universale, a 80 anni dal referendum vuol dire compiere una grande operazione civile. – ha detto il presidente della Regione Campania, Roberto Fico – La mia attività politica di questi anni mi ha rafforzato l’idea per la quale la nostra base, quella su cui poggiamo i piedi, è la Costituzione. Quando votiamo, dobbiamo essere attraversati da una sensazione di benessere: non c’è nulla di scontato nell’adesione a un diritto-dovere. Basti pensare al punto di partenza, evidenziato naturalmente nel volume: un tempo in cui le donne non votavano. E mi piace citare l’ultimo referendum: al di là del contenuto, la decisione di non toccare diritti considerati acquisiti è stato un chiaro indirizzo. Anche da presidente della Camera, ho inteso sempre puntare con forza sulla Costituzione e sulla sua diffusione, oltre che sul diritto di voto, portandola ovunque, dalle scuole alle carceri: gli articoli che la compongono sono la base del nostro vivere comune. E non a caso si parla, con una formula oggi più che mai attuale, di uomini, intese come donne e uomini, e non di italiani: vuol dire che chi transita sul nostro territorio, chi vi mette piede, deve avere tutti i diritti garantiti, a prescindere dalla sua carta d’identità”. Fico ha anche parlato dei confini tra i poteri, anche del rapporto tra Regione e Stato. Il segreto? Non bisogna sconfinare, mai”. E sull’attuale rappresentanza femminile in Parlamento: “Sappiamo che quello per la parità dei sessi è un percorso non ancora terminato, in politica come nel mondo dell’impresa”.

Manfredi: “Anniversario importante in un momento difficile”

“Ottant’anni dal voto, ottant’anni di Repubblica: è un anniversario importante, ancor di più oggi in un momento così difficile, a livello globale, europeo ma anche nazionale”, ha sottolineato il sindaco Manfredi, che ha annunciato il concerto celebrativo al Teatro San Carlo, con le testimonianze vive di padri e madri costituenti e collegamenti con la piazza del Quirinale. “Emerge, nel pensiero di noi tutti, che alcuni valori e molti diritti che sembravano acquisiti – e che nessuno di noi avrebbe pensato essere in discussione, dall’inclusione all’equità, alla vera democrazia – stanno inesorabilmente traballando. E traballano nei grandi Paesi democratici, a cominciare dagli Stati Uniti, che sono stati il nostro sogno da ragazzi. E dunque parlare degli 80 anni della Repubblica vuol dire comprendere anche quanto sia attuale oggi la nostra Costituzione, e quanto importante sia difenderla. Ecco perché il libro di Repubblica ha un grande valore, in quanto rivolto ai cittadini più che agli addetti ai lavori: parlare loro e ascoltarli vuol dire essere in grado di leggere il presente. Farei due considerazioni: in primis, l’ultimo referendum, il più votato negli ultimi anni, ha confermato che la Costituzione è un valore, anche e soprattutto nelle nuove generazioni. Anche il modo in cui ricordiamo l’anniversario è significativo: Mattarella ha fortemente voluto una festa di piazza, preferendola a celebrazioni elitarie, e chiedendo una partecipazione a tutti i sindaci d’Italia, affinché passi l’idea che la Costituzione sia davvero un patrimonio di tutti, da difendere e valorizzare”. E sul tema che guida il libro:“L’estensione del diritto al voto alle donne è stato accesso alla rappresentazione politica di una metà della nostra popolazione, la stessa metà che aveva retto il Paese durante la guerra”.

Dalla Cortellesi in poi, l’attualità di quel voto storico

L’incontro si è aperto con le iconiche immagini del celebre film di Paola Cortellesi, commentate nel saluto introduttivo da Renata De Lorenzo, presidente della Società italiana di storia patria: “Il voto femminile, raccontato in queste immagini, fu – ha sottolineato – la codificazione di uno slancio in avanti, decisivo per arrivare a ciò che saremmo diventate, anche grazie al contributo decisivo delle 21 donne parte dell’Assemblea Costituente”.

Nel libro, Conchita Sannino ha realizzato una intervista alla ex presidente della Corte costituzionale, Silvana Sciarra. “Una intervista – ha anticipato nel corso della presentazione – nella quale è emerso come la battaglia per la parità sia ancora in essere, non solo negli ambienti più fragili ma anche in quelli più insospettabili, dove la maschera della piena adesione al dettato costituzionale nasconde spesso altre realtà, nella quale a soffrire sono troppo spesso le donne. Di questo deve farsi carico la politica e non a parole”.Densi e carichi di significato gli interventi degli storici, che hanno sintetizzato alcuni dei saggi contenuti nel volume.

Gabriella Gribaudi ha analizzato anche il segno del voto di Napoli, che sostenne la monarchia: “Napoli ha vissuto un lungo e terribile periodo di carestia, a partire dal 1943 al 1945: una città tra le più bombardate d’Italia, con 100 mila militari e un territorio allo sbando, come apprendiamo da dati e testimonianze. In questo humus, i partiti di unità nazionale non riuscirono a governare il rilancio della città: anche per questo, Napoli spinse per la monarchia, reagendo alla vittoria della Repubblica riversandosi nelle strade a mo’ di veemente protesta”. “Questo anniversario ha un clima profondamente diverso dagli altri – ha invece evidenziato Patrizia Gabrielli – ed è un bene che la ricerca storica, anche attraverso questo volume, esca dal confine accademico per farsi divulgazione. Lo è grazie all’effetto del film di Paolo Cortellesi, per l’attualità assoluta della questione della rappresentanza di genere, che ha segnato la lunga storia della democrazia di questo Paese”.

Affidate allo storico Aurelio Musi le conclusioni, legate a un’analisi del voto del 2 giugno 1946 in città: “La monarchia a Napoli conquistò l’80 per cento dei consensi, in alcuni comuni della Sicilia si arrivò tra il 90 e il 95%. Come spiegare questo risultato? Ci furono fattori congiunturali: i partiti comunisti e socialisti non riuscirono a intercettare sentimenti e passioni, come invece fece la propaganda monarchica, che raccontava l’eventualità di una scelta repubblicana come un possibile salto nel buio”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/05/29/news/donne_repubblica_libro_gratis_2_giugno_presentazione_maschio_angioino-425378190/?rss

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