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Marcianise, Antonio Coletta muore a 21 anni schiacciato da un bobcat

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A dicembre avrebbe compiuto 22 anni. Antonio Coletta, originario di Maddaloni, è morto oggi pomeriggio, venerdì 25 settembre, mentre lavorava in un cantiere per la posa della fibra ottica in via Pergolesi, a Marcianise. Un bobcat lo ha travolto e schiacciato sotto il suo peso.

Secondo una prima ricostruzione, il giovane si trovava all’interno dell’area dei lavori quando è rimasto intrappolato sotto il mezzo meccanico. I compagni di squadra hanno assistito alla scena senza poter fare nulla per fermarla. Sono stati loro a dare l’allarme e a cercare di aiutarlo. Sul posto sono arrivate due ambulanze del 118, insieme agli agenti della polizia di Stato e della polizia locale. I sanitari hanno tentato di rianimarlo, ma le ferite erano troppo gravi e per il ragazzo non c’è stato nulla da fare.

La dinamica è ancora tutta da chiarire. Tra le ipotesi considerate dagli investigatori c’è quella che Antonio si trovasse in un punto cieco durante una manovra e che chi era alla guida del mezzo non si sia accorto di lui.

Le indagini sono affidate agli agenti del commissariato di Marcianise, che dovranno ricostruire con precisione i fatti e verificare se nel cantiere fossero rispettate le norme di sicurezza. La strada è stata chiusa per consentire i rilievi, l’area dei lavori è stata recintata e sono state raccolte le prime testimonianze. Sul posto è giunto anche il magistrato di turno, che potrebbe disporre il sequestro della salma e l’autopsia per stabilire con esattezza le cause della morte.

Sul corpo del giovane è stato steso un telo bianco, mentre gli agenti allontanavano i curiosi. Tra i colleghi, rimasti a lungo in strada, lo shock per quanto accaduto sotto i loro occhi.

Poche ore dopo l’incidente è arrivata una nota della Cgil di Caserta. “Un ragazzo è uscito di casa per andare a lavorare e non è più tornato”, si legge nel comunicato, che invita a non chiamare più semplicemente “tragedia” ciò che accade nei luoghi di lavoro. Il sindacato ricorda che in provincia il conto delle morti sul lavoro continua ad allungarsi e che, dopo ogni vittima, si finisce per ripetere sempre le stesse parole: dolore, cordoglio, sicurezza, prevenzione. “Ma le parole, senza interventi concreti, non salvano nessuno”.

La Cgil chiede che sia fatta piena luce sulla morte di Antonio e che vengano esaminati tutti gli aspetti dell’organizzazione del lavoro: le condizioni del cantiere, le procedure seguite, la formazione, le misure di prevenzione, la gestione degli appalti e dei subappalti. Secondo il sindacato, la sicurezza non può restare “una clausola sulla carta” né un adempimento da sbrigare, ma deve far parte dell’organizzazione quotidiana del lavoro ed essere garantita da controlli effettivi. Per questo, nella nota, si chiedono più vigilanza, più ispettori e più risorse per gli organismi di controllo, oltre a un intervento sulla catena dei subappalti, perché a pagare il prezzo della corsa a tagliare tempi e costi non siano i lavoratori più giovani ed esposti. “Un appalto, un cronoprogramma, il profitto, non possono e non devono valere più di una vita”.

Il sindacato si è stretto alla famiglia del giovane, dicendosi disponibile per qualsiasi necessità, e annuncia che continuerà a chiedere verità e responsabilità, perché la sicurezza diventi “un diritto concreto” e non “una promessa da ripetere dopo ogni funerale”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/09/25/news/marcianise_antonio_coletta_muore_a_21_anni_schiacciato_da_un_bobcat-425607800/?rss

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