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Marco Aurelio Severino il filosofo-medico del ‘600

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Nella vicenda plurisecolare di Napoli e del Mezzogiorno incontriamo personaggi che si collocano al confine fra storia e fiction, fra realtà e immaginazione. Solo una parte di essi ritroviamo nella splendida opera di Benedetto Croce, “Vite di fede, di avventure e di passione” e nei tanti scritti anche minori del filosofo. Altri, meno noti, restano come sospesi in una terra di mezzo, in una sorta di limbo, e attendono di venire alla luce, di essere scoperti e conosciuti dal pubblico dei non addetti ai lavori. Farebbero la gioia di registi e sceneggiatori di serie televisive per gli intrecci biografici affascinanti, per la vita piena di avventura e di colpi di scena, segnata dalla capacità di relazione con ambienti internazionali.

Uno di tali personaggi è Marco Aurelio Severino: un grande anatomo-chirurgo vissuto tra il 1580 e il 1656, nativo di Tarsia in Calabria, ma protagonista di un triangolo che congiunge la periferia del Regno di Napoli con la capitale e con l’Europa. Fondatore dell’anatomia comparata e della chirurgia vascolare, personalità conosciuta più all’estero che in Italia, il medico chirurgo Marco Aurelio Severino non ha ricevuto l’attenzione che merita negli studi sulla cultura del Seicento. Severino ha vissuto la sua esperienza come una straordinaria avventura sperimentale. Forse per questo il suo destino è stato quello di essere accolto e stimato nella respublica literaria europea assai più rispetto all’accoglimento nella sua terra e alle disavventure che gli sono toccate in patria.

Esponente di punta di quell’élite transnazionale che è riuscita durante il XVII secolo a collegare il Regno di Napoli all’Europa colta e a promuovere una circolazione di valori, modelli, esperienze, Severino ha rappresentato a pieno titolo la fisionomia dell’intellettuale barocco, caratterizzata dalla comune visione dell’unità della cultura. Visse infanzia e adolescenza nello “stato” feudale degli Spinelli, esponenti di punta della più prestigiosa aristocrazia meridionale. Si formò al naturalismo di Telesio, Bruno e Campanella. Si trasferì a Napoli nel 1608. Conseguì la laurea e il titolo dottorale al Collegio medico di Salerno, uno dei tre che conferiva la licenza professionale, oltre lo Studio napoletano e l’Ospedale degli Incurabili. L’Accademia degli Oziosi lo ebbe fra i suoi soci. Esercitò per molti anni come chirurgo all’Ospedale degli Incurabili dove ebbe modo di teorizzare e praticare il primato dell’anatomia comparata. Lettore poi docente di Chirurgia nello Studio napoletano, ebbe tanti allievi stranieri provenienti soprattutto da Danimarca, Germania, Inghilterra, Olanda.

Ebbe due processi dal S.Uffizio, ma ne uscì relativamente indenne. Morì di peste durante l’epidemia che colpì Napoli e il Mezzogiorno nel 1656. Come appare da molti frontespizi delle sue opere, si autodichiarava “filosofo e medico”. Fu convinto assertore di una visione olistica, che trasfuse nella cultura transnazionale napoletana del Seicento. Ciò significò attenzione a forma e spirito degli esseri viventi, all’unità tra sfera umana, animale, vegetale, alla continuità biologica, al rapporto tra forma organica e realtà psichica. Ho ricostruito la biografia e il contenuto delle opere principali di Severino nel volume “Il medico a rovescio. Marco Aurelio Severino nell’Europa del Seicento”, edito da Rubbettino.

Il libro si presenta lunedì 21 settembre alla Fondazione Banco di Napoli in via dei Tribunali 213 alle 17,30. Si tratta di un’iniziativa particolare. A presentare il volume, infatti, sono, oltre al presidente della Fondazione, Orazio Abbamonte, e Bianca Stranieri dell’Università “L.Vanvitelli”, non storici, ma due scrittori: Antonella Cilento e Vladimiro Bottone. Entrambi hanno inserito nei loro romanzi personaggi della storia napoletana: la Cilento soprattutto ne “La babilonese”, edito da Bompiani, Bottone in “Vicaria”, edito da Rizzoli. La presentazione sarà dunque un’occasione per discutere del rapporto fra storia e romanzo storico. Sarà anche annunciato l’allestimento della mostra su Marco Aurelio Severino. Promossa dalla stessa Fondazione Banco Napoli, sarà inaugurata nel maggio del 2027.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/09/20/news/marco_aurelio_severino_il_filosofo-medico_del__600-425596903/?rss

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