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Mario Calabresi: “A Napoli e a Milano risveglio della società civile”

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Alla platea di Napoli Mario Calabresi parla di fatica e sacrificio durante un videocollegamento. Presenta il suo ultimo libro, dal titolo “Alzarsi all’alba”, ma è già nel ruolo di candidato alle primarie di centrosinistra per le elezioni amministrative di Milano. Nella giornata che lo dà come favorito nella successione a Beppe Sala leggendo i dati di un sondaggio, il giornalista partecipa a distanza ad una iniziativa nell’altra grande città al voto nella primavera 2027. E, a proposito di fatica nel governo di comuni complessi come Napoli e Milano, dice: “Del mestiere di sindaco non so nulla, dovremmo chiedere a Gaetano Manfredi che sta facendo molto bene. Lui sa che vuol dire la fatica nelle istituzioni”.

Poi Calabresi traccia un parallelo tra Napoli e Milano: “In entrambe le città le nostre candidature segnalano un risveglio della società civile”. E guarda con fiducia alla partecipazione dei giovani: “Hanno dimostrato già al referendum sulla giustizia la loro voglia di contribuire. Anche qui in questo percorso tanti giovani chiedono di incontrarmi, vogliono conoscermi”. Interviene alle 18,30 dopo avere partecipato ad un incontro con gli studenti del Politecnico di Milano insieme a Renzo Piano. Precisa: “Il voto amministrativo di primavera è lontano, le primarie si svolgeranno probabilmente a inizio anno. La mia disponibilità a mettermi all’ascolto dei cittadini c’è, ho la pazienza di aspettare”. Una citazione del suo libro, elogio alla pazienza.

Se a Napoli i giochi sono chiusi con la ricandidatura di Gaetano Manfredi a sindaco, nella capitale del Nord il centrosinistra non ha ancora deciso. Calabresi si è, però, già detto disponibile e aspetta dopo la stretta di mano con la segreteria del Pd Elly Schlein. A Napoli invece parla del motivo per il quale è stato invitato nell’Arciconfraternita dei Pellegrini. Ad ascoltarlo a distanza una sala affollata. Racconta di un collage di storie raccolte nel libro “Alzarsi all’alba”. Il promotore primicerio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini Giovanni Cacace spiega: “Calabresi è in videoconferenza. Come sembra sempre più probabile è impegnato in campagna elettorale a Milano, ma non è voluto mancare”. Nel sondaggio di oggi lo scrittore è in una forbice tra il 48 e il 53 per cento, in vantaggio.

Calabresi si sofferma su giovani e futuro: “L’alienazione della fabbrica è quella dalla quale ci siamo liberati e non la rimpiango per i nostri figli. Piuttosto dobbiamo riscoprire la fatica come tenacia, motore per realizzare i sogni e le speranze”. Poi parla della traccia tratta dal suo libro, scelta dalla maggioranza dei ragazzi alla maturità: “Molti mi hanno detto di avere parlato della fatica legata all’ansia di sbagliare. Dobbiamo insegnare il coraggio di potere fare errori. La paura non può paralizzare”. Poi conclude: “Dobbiamo essere sinceri, il senso del sacrificio c’è di meno in tutta la società, non solo nei ragazzi. Poi lo ritroviamo nello sport, nella pazienza di un contadino che nel tempo dopo la vendemmia aspetta nove anni per il vino”.

Prima di lui diverse testimonianze. “All’università se dico ad uno studente di arrampicarsi su una scala per prendere un libro ride, si fa ricerca con l’elettronica, manca la fatica. Le storie di Calabresi ci ricordano che ci vuole sacrificio. È sempre colpa dell’avversario anche in politica, serve la responsabilità”, dice il notaio Roberto Cogliandro tra i promotori dell’incontro. Sulla “fatica” si sofferma il teologo Gennaro Matino: “Questo è un libro sul senso. Per chi siamo ancora disposti a fare fatica? Mio padre operaio si alzava alle cinque di mattina e tornava a casa alle 21. Noi abbiamo fatto bene a liberarci dalla schiavitù, ma ora vogliamo subito tutto”, dice. Ma il punto vero è: “ Calabresi va controcorrente cercando storie di chi fa fatica. Il tema centrale è: amiamo abbastanza qualcosa per cui vale la pena di fare fatica? Una città, un pezzo di mondo”, riflette don Matino.

Tra le testimonianze sul senso di svegliarsi all’alba quella dell’imprenditore Maurizio Marinella, che racconta: “La nostra tradizione di aprire il negozio alle sei e mezza risale a mio nonno, perché accoglieva le persone che avevano passeggiato in villa all’alba. Lo faccio tuttora, non per fare fatturato. Alle sei e un quarto non c’è traffico, è un bellissimo momento della giornata”. Questa riflessione deve guardare ai giovani per il campione olimpionico Paolo Trapanese: “Conosco tanti che cominciano a lavorare alle 4,30, di grande esempio per me è stato un pasticcerie a Cava de Tirreni. Ai giovani bisogna fare comprendere l’amore che c’è dietro. Speriamo di poterci svegliarsi all’alba per coinvolgere i ragazzi e convogliare le loro energie”. Modera l’incontro Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/09/23/news/mario_calabresi_a_napoli_e_a_milano_risveglio_della_societa_civile-425603318/?rss

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