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Massimiliano Gallo: “Basilicata, non tornerò per Imma Tataranni ma mi piacerebbe farlo da regista”

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Massimiliano Gallo non sarà nella serie di Imma Tataranni, se dovesse esservi un seguito, ma ha altri progetti per la Basilicata. La conferma è arrivata dallo stesso attore in un incontro con la stampa poco prima della presentazione del suo primo film da regista “La salita”, al cineteatro don Bosco di Potenza. Un tour in alcune sale lucane voluto dalla Lucana Film Commission per un attore tanto conosciuto e tanto amato in Basilicata proprio per il ruolo di Pietro, marito dell’eccentrica procuratrice interpretata da Vanessa Scalera nella fortunata serie girata a Matera.

L’attore non ha però intenzione di abbandonare la Basilicata, dove vorrebbe tornarci in altra veste. “Non tornerò in Basilicata per Imma Tataranni, ma spero di tornarci casomai da regista. La Basilicata – ha detto Gallo rispondendo alle domande dei giornalisti – è un territorio straordinario, che un po’ spero mi appartenga, perchè con Imma Tataranni abbiamo lavorato per sette anni qui, quindi lo conosco abbastanza bene. Credo che abbia ancora tanto da far vedere, tanto di inesplorato, di meno conosciuto e che è di una bellezza incredibile. Penso che la Film Commission stia facendo un lavoro molto positivo sul territorio, perchè si dimentica sempre che probabilmente l’audiovisivo a livello di impatto sul turismo è quello che ti dà più risultati. Quello che puoi comunicare con un film, con una serie Tv a livello emozionale è sempre molto forte”.

Gallo starebbe già valutando l’ipotesi di spostare una parte delle riprese del suo secondo film, su cui non si sbottona, in Basilicata. Intanto si gode il successo di “La salita”, “ispirato – ha spiegato il regista – a due fatti successi davvero negli anni ’80 a Nisida, che è un carcere minorile: 18 detenute del carcere femminile di Pozzuoli furono trasferite a Nisida per il bratisismo, ma Nisida non era attrezzata per accoglierle. E poi arrivò Eduardo De Filippo, neo senatore a vita, che a Nisida, invece di fare parole, retorica, fa un assegno di tasca sua e fa costruire un teatro e una scenotecnica con la quale salva tanti ragazzi. Quindi è una storia di riscatto, di bellezza, che andava ricordata e raccontata per chi non la conoscesse, perché credo che raccontare l’arte, la bellezza è salvifico in questo periodo di grande violenza e fa bene al cuore”.

Nessun modello da seguire o a cui ispirarsi, se non al grande drammaturgo Edoardo De Filippo, e soprattutto nessun “marefuorismo” o “gomorrismo” riferendosi alle serie “Mare fuori” e “Gomorra”. “Come faccio tutte le cose – ha precisato – ho girato con il cuore, di pancia. Penso sempre al film che mi piacerebbe vedere in sala, quindi è un film che a me piaceva raccontare con grandi immagini. Anche nei tempi la pellicola ha un tempo suo e poi ci sono le musiche meravigliose con una colonna sonora di Enzo Avitabile. Un film che emoziona molto, commuove e ti diverte”.

Dividendosi tra cinema, TV e teatro, definisce quest’ultimo come “casa”, il luogo “dove tornare sempre e il luogo dove tornerò, dove sono nato, dove morirò. E credo che sia pure l’unico luogo di aggregazione oggi, l’unico posto in cui tu ancora sei disposto a mettere su una conversazione. C’è una persona che racconta e uno che vuole ascoltare”.

“La salita” è anche un omaggio al teatro e allo stesso De Filippo, “un personaggio importante per me – ha precisato – ma anche per la nostra cultura. Non dimentichiamo che è l’autore italiano più rappresentato al mondo, quindi è un autore che ci rappresenta nel mondo. Ma De Filippo era anche un personaggio di cultura che faceva scelte politiche, non aveva paura di esporsi. Pensiamo che scrisse Napoli milionaria quando ancora gli alleati stavano entrando: ciò fa capire la grandezza di quella scrittura, perché di solito per capire le brutture della guerra, di quello che succede, hai bisogno di vent’anni, mentre lui lo scrive quando la guerra è appena finita ed è quello che riescono a fare solo i grandi intellettuali”.

Tra gli obiettivi di Massimiliano Gallo riprendere l’esperienza avviata da De Filippo a Nisida. “Mi piacerebbe riprendere a Napoli, a Nisida un discorso come quello avviato da Eduardo – ha raccontato – Un piccolo miracolo lo abbiamo già ottenuto nel senso che quando il film è partito a Venezia il ministero di Grazia e giustizia si è interessato e ha stanziato dei soldi per rimettere a posto il teatro che adesso non c’è ed è chiuso. Però c’è ancora tanto da fare, la scenotecnica per esempio è chiusa da un bel po’, quando ha veramente salvato tanti ragazzi all’epoca. A Napoli c’è un uno dei ragazzi di Nisida che poi ha aperto una scenotecnica ed è diventato un produttore teatrale, quindi è uno che si è salvato. Sicuramente il film non finisce qui. L’anno prossimo a settembre comincerà un tour in tutte le carceri minorili e cercheremo di farlo in una maniera diversa, quindi non solo far vedere il film ai ragazzi ma portare i ragazzi a cinema insieme alle scuole”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/05/24/news/massimiliano_gallo_basilicata_non_tornero_per_imma_tataranni_ma_mi_piacerebbe_farlo_da_regista-425367385/?rss

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