È stato arrestato come presunto complice del pistolero che il 25 luglio scorso sparò in aria nel centro storico di Napoli, ferendo per errore un barista incensurato seduto a un tavolino. Secondo gli inquirenti insieme con il 19enne Giuseppe Muscariello, già in carcere dal 4 agosto scorso, c’era Vincenzo Rubino, anch’egli napoletano del Rione Sanità, di un anno più grande.
Rubino guidava lo scooter, nella ricostruzione dell’accusa, su cui viaggiava da passeggero l’amico, il quale per guadagnarsi la fuga dopo un litigio in un altro locale pubblico di via San Sebastiano fece fuoco per intimidire gli inseguitori. Entrambi rispondono di pubblica intimidazione con l’uso di armi e di detenzione e porto di pistola, reati aggravati dal metodo mafioso.
Vincenzo Rubino si è difeso sostenendo di non sapere che Muscariello fosse armato mentre quest’ultimo ha dichiarato il contrario al pubblico ministero Cristina Curatoli e ai poliziotti della Squadra mobile della questura (guidati dal dirigente Mario Grassia), che hanno condotto le indagini.


