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“Napoli capitale della musica” il nuovo volume delle Guide di Repubblica

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Una città che canta, suona e si racconta attraverso la musica. È il cuore della nuova Guida di Repubblica “Napoli Capitale della Musica”, diretta da Giuseppe Cerasa, un viaggio attraverso secoli di storia e identità, dai grandi protagonisti della tradizione alle nuove generazioni che continuano a trasformare il linguaggio musicale partenopeo.

La Guida arriva in un momento particolarmente significativo. La vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo ha riportato ancora una volta Napoli al centro della scena musicale italiana, mentre la canzone napoletana classica è al centro di un percorso di candidatura come patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.

Ma la musica napoletana non è soltanto attualità. È una storia lunga secoli, nata dall’incontro tra canto popolare, villanella, opera e melodramma e diventata, soprattutto a partire dall’Ottocento, uno dei linguaggi attraverso cui Napoli ha raccontato se stessa al mondo. Una tradizione che ha attraversato oceani e generazioni e che continua a trasformarsi, dal Neapolitan Power al rap, dal dub all’elettronica, fino alle nuove scene urbane.

La nuova Guida di Repubblica segue questo filo attraverso una rete di protagonisti, luoghi e storie. Nelle pagine dedicate ai grandi artisti compaiono Renzo Arbore, Peppe Barra, Edoardo Bennato, Clementino, Nino D’Angelo, Sal Da Vinci, Tullio De Piscopo, Massimo Ranieri, Lina Sastri e molti altri. La sezione “Sulle tracce di…” segue invece le geografie di Enrico Caruso, Renato Carosone, Roberto De Simone, Peppino Di Capri, Pino Daniele, Nino D’Angelo e Geolier.

Le “Passeggiate sonore” attraversano la città seguendo la scuola napoletana, la canzone classica e i suoi poeti, il Neapolitan Power, la musica popolare, il dub, il rap e la controcultura urbana, fino al rapporto tra Napoli e New York. I Focus affrontano invece fenomeni e temi come la sceneggiata, il neomelodico, la lingua napoletana, le donne, la techno e la musica legata alla devozione.

“La musica per Napoli è vita – spiega Giuseppe Cerasa – racconta la vita: è una magia che va oltre quello splendido mix tra rock, blues e jazz che aveva permesso a Pino Daniele di inventare un nuovo stile, il “tarumbò”, sintesi tra tarantella e blues. E non è un caso che Renzo Arbore sia l’ambasciatore e il volto di un sogno, quello di far entrare nell’Olimpo dell’Unesco proprio la canzone napoletana come bene immateriale dell’umanità. Il processo è stato avviato e adesso tocca arrivare al vertice della piramide”

Grande spazio è dedicato anche ai luoghi dove la musica vive: dal Teatro San Carlo al Trianon Viviani, dal Conservatorio di San Pietro a Majella ai club e alle venue contemporanee, passando per musei, case della musica, studi di registrazione e spazi dedicati alla formazione e alla ricerca. Una mappa della città sonora che arriva fino alle periferie e ai nuovi centri della creatività musicale.

Chiude il percorso l’immancabile sezione “Sapori&Piaceri”, con ristoranti, botteghe, luoghi del gusto, strutture dove soggiornare e una selezione di indirizzi dedicati alla musica, dai negozi di dischi alle liuterie e ai negozi di strumenti.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/10/28/news/napoli_capitale_della_musica_il_nuovo_volume_delle_guide_di_repubblica-425682822/?rss

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