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Napoli, evita arresto per aggressione alla moglie grazie alla bodycam. Ma lei: sono io la vittima

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“Una telecamera indossata cautelativamente su nostro consiglio ha evitato l’arresto e salvato la libertà e la possibilità di un padre che ora può continuare a vedere i figli”. Lo hanno raccontato l’altro giorno gli avvocati Angelo Pisani e Sergio Pisani, legali del padre di due bambini, che, riferiscono i due professionisti, “dopo essere stato fermato dai carabinieri allarmati dalle grida della suocera dell’uomo ha dovuto denunciare minacce e un tentativo di attribuirgli condotte violente in realtà subite proprio dalla suocera, nei pressi della caserma dei carabinieri di Marano, in provincia di Napoli”. Circostanze poi smentite dalla bodycam, che avrebbe consentito all’uomo di dimostrare l’infondatezza delle accuse: la vittima di urla e minacce in realtà era lui. Ora però la moglie ha scritto una lettera aperta all’agenzia Ansa. E ribalta nuovamente le accuse: “Aiutateci, la violenza non finisce quando una donna denuncia”.

Ripartiamo dall’inizio. A consigliare di ricorrere all’espediente è stato l’avvocato Angelo Pisani, affinché l’uomo potesse documentare eventuali aggressioni e tutelarsi da altre false accuse. Stando alla denuncia presentata ai militari in caserma a Marano, dopo un incontro organizzato con i servizi sociali per vedere il figlio, l’uomo sarebbe stato minacciato dalla consorte e avvicinato dalla madre di quest’ultima con un coltello in pugno.Sempre secondo la denuncia, sarebbe stata proprio la suocera a richiamare l’attenzione dei carabinieri per poi accusare il genero di voler aggredire lei e la figlia con quell’arma.La telecamera però ha registrato tutto e le immagini hanno consentito al papà già denunciato a causa di altre presunte false accuse, di poter continuare a vedere i figli in incontri protetti. Complessivamente l’uomo ha consegnato ai militari cinque video registrati con la bodycam che ritraggono l’accaduto.

Ma la moglie contesta questa ricostruzione: “In questi giorni – scrive – i giornali hanno raccontato la storia di una suocera con un coltello e di un padre salvato da una bodycam. Quella donna è mia madre. Ha sessant’anni, soffre di diverse patologie ed è stata trasportata in ambulanza in ospedale. Ho avuto e ho il terrore di perderla. E mentre tremavo per la sua vita, leggevo una ricostruzione dei fatti completamente diversa da quella che mia madre ha denunciato”. Da qui la richiesta: “Chiedo che vengano esaminate tutte le registrazioni disponibili, comprese quelle delle telecamere presenti lungo le strade della città. Non soltanto le immagini della bodycam, che potrebbero essere state compromesse dall’uso dell’IA. E soprattutto mi domando: se siamo noi le persone pericolose, perché un giudice ha disposto che gli incontri tra il padre e i bambini avvengano in forma protetta, alla presenza di professionisti?”

“Troppe domande. Troppe circostanze che meritano una spiegazione – esorta la donna -. Temo che sia stata costruita una vera e propria messinscena per mettere me e mia madre in cattiva luce. Chiedo che questo timore venga verificato attraverso le prove, senza fermarsi a una sola ricostruzione”. Pensavo che denunciare significasse uscire dall’incubo. Invece – confessa – oggi quell’incubo continua”. Infine l’annuncio: “Questa sarà la mia ultima lettera in forma riservata. Se questa sofferenza continuerà, darò pubblicamente la mia testimonianza, con il mio volto, la mia voce e la documentazione in mio possesso. Non cerco vendetta. Non chiedo condanne sui giornali. Chiedo verità. Chiedo giustizia. Chiedo protezione”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/10/17/news/napoli_evita_arresto_per_aggressione_alla_moglie_grazie_alla_bodycam_ma_lei_sono_io_la_vittima-425655070/?rss

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