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Napoli, la Scuola Meridionale apre all’Astrofisica

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C’è un asse che da Napoli punta direttamente verso le grandi sfide della cosmologia contemporanea. E passa per telescopi di nuova generazione, missioni spaziali, osservazioni satellitari e collaborazioni internazionali destinate a ridefinire il ruolo della ricerca italiana nello studio dell’universo. È il senso dell’accordo quadro siglato tra la Scuola Superiore Meridionale e l’Istituto nazionale di Astrofisica, formalmente presentato nel pomeriggio di ieri nella sede della Ssm di via Mezzocannone con il seminario “Dalle infrastrutture di nuova generazione alle principali sfide cosmologiche / From Next Generation Facilities to Key Cosmological Challenges”.

L’intesa rappresenta un passaggio strategico per la giovane istituzione napoletana di alta formazione, nata nel sistema delle scuole universitarie superiori italiane e sempre più orientata verso la dimensione internazionale della ricerca. L’accordo consentirà infatti alla Ssm di consolidare la propria area dedicata a Cosmology, Space Science & Space Technology, il dottorato Space, dentro una rete scientifica che coinvolge alcune delle principali infrastrutture mondiali per l’osservazione del cosmo.

Il seminario ha visto la partecipazione di protagonisti della ricerca astronomica europea. Tra gli interventi, quello del presidente dell’Istituto nazionale di Astrofisica Roberto Ragazzoni, con una relazione dal titolo “New Eyes on the Cosmos: Telescopes Now and Next”, dedicata alle nuove frontiere dell’osservazione astronomica e ai grandi telescopi che nei prossimi anni promettono di ampliare la capacità dell’uomo di leggere l’universo profondo. Accanto a lui Martino Romaniello, astronomo dell’European Southern Observatory, che ha parlato invece della costante di Hubble e della corsa internazionale per misurare con precisione l’espansione dell’universo. Non solo un appuntamento accademico. L’accordo apre infatti alla definizione di protocolli attuativi per esperimenti da terra e da satellite che interesseranno sia la Scuola Superiore Meridionale sia l’Inaf.

Un passaggio che può rafforzare il ruolo di Napoli nel panorama nazionale della space economy e della ricerca aerospaziale avanzata, in un territorio dove università, centri di ricerca e industria stanno già costruendo una filiera sempre più strutturata.

A fare gli onori di casa, il responsabile della Ssm Arturo De Vivo e il coordinatore del dottorato Space Salvatore Capozziello, che è tra i più noti studiosi italiani di cosmologia teorica. Attorno a loro, un gruppo di giovani ricercatori e studiosi impegnati a costruire un polo scientifico capace di attrarre talenti e collaborazioni internazionali. Per la Scuola Superiore Meridionale, che negli ultimi anni ha accelerato il proprio percorso di crescita ampliando corsi, dottorati e attività di ricerca, l’intesa con l’Inaf rappresenta anche una dichiarazione di ambizione: fare di Napoli uno dei laboratori italiani in cui si prova a comprendere come nasce, evolve e si espande l’universo.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/05/22/news/napoli_scuola_meridionale_astrofisica-425363399/?rss

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