“L’allarme è rientrato e il Pronto Soccorso del Pineta Grande Hospital di Castel Volturno torna a pieno regime”. Lo annuncia Gennaro Saiello, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale della Campania, all’indomani di una giornata che aveva visto la struttura ridurre la propria attività per la mancata definizione del contratto 2026 con la Regione. Per Saiello la svolta è arrivata grazie a un tavolo di confronto convocato dalla Regione Campania, con la partecipazione della Direzione Generale Tutela della Salute e dei vertici del Pineta Grande. “Un primo segnale positivo per un territorio che non può permettersi di perdere un presidio sanitario così importante”, dichiara il capogruppo pentastellato.
Saiello sottolinea che il confronto istituzionale ha consentito di “raffreddare una situazione che nelle ultime ore aveva generato forte preoccupazione”, e indica la strada da seguire: partire dallo studio dei bisogni reali del territorio, investire dove serve, rendere più efficienti le prestazioni e lavorare per ridurre i tempi di attesa. “Il litorale domizio ha esigenze sanitarie specifiche e particolarmente rilevanti”, aggiunge, precisando che l’obiettivo non è gestire le emergenze ma costruire una programmazione stabile.
Il capogruppo M5S cita anche il presidente della Regione Roberto Fico, che “ha scelto la strada del dialogo e della responsabilità”. “Non delle polemiche, ma del confronto tra istituzioni e operatori sanitari per individuare soluzioni condivise”, dichiara Saiello. “È questo il metodo con cui intendiamo affrontare le criticità della sanità campana”.
La partita, però, è solo rinviata ai primi di settembre. Il nodo del contratto 2026 resta aperto, e con esso la questione strutturale di un presidio che negli ultimi anni ha sostenuto a proprie spese circa 30 milioni di euro per garantire un servizio essenziale oltre i limiti imposti dal tetto di spesa regionale. A chiarirlo è Beniamino Schiavone, vice presidente del Pineta Grande Hospital: “Abbiamo dato alla Regione il tempo di trovare una soluzione entro i primi giorni di settembre, come ci hanno chiesto. Nei limiti del possibile abbiamo preso impegno di gestire al meglio i bisogni di salute del territorio fino a quella data, oltre la quale saremo costretti a doverci fermare”.


