Giovanni Lepre
economista

Dal 2017 sono stati ben 17 mila i progetti approvati nel quadro della misura agevolativa ‘Resto al Sud’, per un totale di circa 60 mila nuovi occupati, per lo più di età inferiore a 36 anni. La convenienza dello strumento incentivante, che prevede per il 50% contributi a fondo perduto e per il resto finanziamenti bancari a condizioni molto vantaggiose, ne ha favorito il successo. È significativo, peraltro, il fatto che con ‘Resto al Sud’ siano stati creati posti di lavoro produttivi, non effimeri. Occupazione concreta, non assistenza.

Le risorse, tuttavia, sono in fase di esaurimento. Secondo le stime, i circa 300 milioni residui dovrebbero esaurirsi entro giugno 2024.

È importante che il Governo salvaguardi questa misura, rivelatasi così efficace per il Mezzogiorno. Pare che il Ministro Fitto intenda recuperarla nel quadro della riforma complessiva degli incentivi, comprensiva anche della Zes unica per il Sud. Al di là della modalità prescelta, occorre dare continuità a uno dei non molti strumenti agevolativi che hanno dimostrato sul campo di produrre effetti positivi per lo sviluppo e l’occupazione meridionale.