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San Leucio 250 anni dopo, il lavoro tra utopia e realtà

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La prima giornata del summit internazionale “San Leucio 250. Il lavoro tra memoria e futuro” ha riempito l’Archivio di Stato della Reggia di Caserta con un confronto tra storici, economisti e politici sull’eredità di quell’esperienza e sulle trasformazioni del presente. Duecentocinquanta anni dopo quella comunità fondata sul lavoro e sui diritti dei lavoratori, San Leucio torna al centro del dibattito pubblico nel giorno simbolico del Primo Maggio.

La contrapposizione tra imprese e lavoratori appartiene agli anni Settanta. Il lavoro oggi è questione globale, non solo nazionale. E il Mezzogiorno resta il punto più esposto delle disuguaglianze salariali. Sono i tre assi emersi dal dibattito moderato da Concita De Gregorio.

“Parlare di lavoro a Caserta assume una dimensione differente”, ha aperto Giuseppe Menniti della Fondazione Orizzonti. “L’invito è comprendere il senso del lavoro nel senso di umanità, non solo sotto il profilo tecnico”. Il cambiamento generazionale lo ha riassunto Luigi Della Gatta, presidente di Confindustria Caserta: “Sono nato nel 1980. Quarantasei anni fa c’era contrapposizione netta. Oggi per ottenere profitto devi garantire welfare aziendale, si lavora insieme”.

Il modello Olivetti è diventato il punto di incontro tra storia e presente. Matteo Olivetti ha rievocato l’insegnamento del nonno Dino sull’impresa che fidelizza attraverso welfare e territorio. Roberto Ricciardi della BCC Terra di Lavoro ha richiamato il credito cooperativo come economia civile. Ma è sul nodo delle disuguaglianze che il confronto si è fatto stringente: il deputato Stefano Graziano ha messo al centro la questione salariale, “urgente da sciogliere per contrastare le differenze, ancora più evidenti nel Mezzogiorno”.

Antonio Bassolino ha richiamato la stagione del “rinascimento napoletano” dialogando con Enzo Battarra. Angelo D’Orsi e Corrado Ocone hanno tracciato l’evoluzione “da comunità a industria ad algoritmo”. Nando Santonastaso ha percorso la strada “da San Leucio all’innovazione digitale” in una storia del Sud che passa per Caserta.

Hanno partecipato con videomessaggi il ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone e la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno. Francesco Giorgino ha chiuso citando Sant’Agostino: “San Leucio è storia del passato, monito per il presente e piattaforma per il futuro”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/05/02/news/san_leucio_250_anni_dopo_il_lavoro_tra_utopia_e_realta-425319098/?rss

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