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Scavi di Ercolano, dopo trent’anni riapre la Casa del Mobilio Carbonizzato

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Dopo trent’anni riapre la Casa del mobilio carbonizzato al Parco Archeologico di Ercolano. La riapertura arriva dopo un lungo progetto di restauro condotto in partenariato pubblico-privato con il Packard Humanities Institute (PHI), attraverso l’Istituto Packard per i Beni Culturali attivo sul sito da 25 anni. La domus, costruita in età repubblicana, deve il proprio nome al ritrovamento – tra il 1932 e il 1933, durante gli scavi diretti da Amedeo Maiuri, di un tavolino e di un letto ad alta spalliera, carbonizzati dall’eruzione del 79 d.C.

L’intervento si inserisce nel più ampio progetto ”Restauro conservativo delle strutture e delle superfici decorate delle domus più importanti di Ercolano”, che prevede la riapertura di sei tra le più importanti domus del sito. Manutenzione programmata e conservazione a scala urbana, che ha già permesso, nel marzo 2025, la riapertura della Casa del Colonnato Tuscanico e della Casa del Sacello di Legno. Oggi la domus viene restituita con i suoi dipinti murali, soffitti decorati e pavimentazioni a lungo danneggiati dalla vegetazione infestante, messi in sicurezza, stabilizzati e, quando possibile, sottoposti a interventi di pulitura e ritocco pittorico.

Gli ambienti si dipanano intorno all’atrio e al giardino, con un larario a tempietto, un loggiato al piano superiore e pareti decorate in IV Stile. Tra le chicche, il triclinio con mosaico ed emblema marmoreo e l’oecus Cyzicenus, dove furono rinvenuti gli arredi che danno il nome alla casa. “Riportare alla luce e restituire alla città la Casa del Mobilio Carbonizzato, dopo quasi trent’anni di chiusura, è un traguardo che ci riguarda nel profondo”, spiega la direttrice del Parco archeologico di Ercolano, Federica Colaiacomo, sottolineando che si tratta “della restituzione di una storia umana fatta di gesti quotidiani” che l’eruzione “ha congelato nel tempo”.

Dopo anni di lavoro per la riduzione del rischio, oggi ad Ercolano è tempo di recupero estetico di diverse decorazioni, restituendo al pubblico qualità artistica e valore storico. La riapertura dell’atrio e degli ambienti che lo circondano è un primo, fondamentale passo verso la piena fruizione della domus: i prossimi interventi riguarderanno il giardino-hortus e il restauro del larario, in continuità con una gestione del patrimonio che punta sulla pianificazione per fasi e sulla cura quotidiana di uno dei siti archeologici più straordinari al mondo.

La storia della Casa del Mobilio Carbonizzato non finisce tra le sue mura: i legni carbonizzati che hanno dato il nome alla domus sono oggi esposti al pubblico al piano ammezzato dell’Antiquarium di Ercolano, insieme ad altri reperti che custodiscono, ciascuno, una storia e un vissuto propri. Tra questi, anche un tavolino proveniente proprio da questa casa. I visitatori sono dunque invitati a proseguire il proprio percorso in Antiquarium, per completare la conoscenza della domus e chiudere il cerchio di un’esperienza di visita che attraversa l’intero Parco Archeologico di Ercolano.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/07/09/news/parco_archeologico_di_ercolano_casa_del_mobilio_carbonizzato_riapertura_restauro_beni_culturali_amedeo_maiuri_eruzione_79_a-425461652/?rss

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