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Sea Watch 5, presidio per la nave bloccata a Napoli: “Salvare vite in mare non è un crimine”

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Presidio in solidarietà della nave Sea Watch 5, bloccata dal 17 agosto scorso nel porto di Napoli dopo aver sbarcato sei migranti soccorsi in mare, metà dei quali minori. “Dopo il salvataggio di sei persone e il ritrovamento di otto cadaveri nel Mediterraneo centrale, la nostra nave, la Sea Watch 5, è trattenuta per 45 giorni e multata per 7500 euro – spiega un portavoce della ong tedesca – Mentre le persone annegano cercando rifugio, l’Italia ci criminalizza per aver fatto ciò che è legale e umano. Il salvataggio in mare non è un crimine”.

Il presidio nello scalo partenopeo è promosso da Mediterranea Saving Humans: “di protesta e solidarietà”, spiegano gli organizzatori. All’iniziativa hanno preso parte anche alcuni rappresentanti di Emergency. I manifestanti hanno esposto diversi striscioni. Su uno si legge: “Noi proteggiamo le persone e non i confini”.

“La colpa principale di Sea Watch è quella di aver soccorso delle persone”, accusa Laura Marmorale, presidente nazionale dell’organizzazione Mediterranea Saving Humans che punta l’indice contro le politiche migratorie del governo Meloni e dei paesi europei.

Sea Watch 5 / foto Stefano Renna
Sea Watch 5 / foto Stefano Renna 

“Quello che è per noi più grave – aggiunge – è la contestazione di non essersi coordinata con la guardia costiera libica. Una richiesta per noi impossibile, proprio alla luce dell’applicazione del diritto internazionale che resta la stella polare per la tutela dei diritti umani. A me piace ricordare che ogni imbarcazione è obbligata a prestare un soccorso dinanzi ad una situazione in difficoltà”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/08/26/news/sea_watch_5_presidio_per_la_nave_bloccata_a_napoli_salvare_vite_in_mare_non_e_un_crimine-425548790/?rss

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