

Un centro per il benessere degli animali domestici e un caseificio sociale per la produzione della Mozzarella di Bufala Campana. Sono i due beni inaugurati in mattinata a Casapesenna dopo essere stati confiscati alla camorra, in una giornata dal forte valore simbolico che ha visto protagoniste le istituzioni locali, regionali e nazionali.
Alla cerimonia, tra gli altri, il presidente della Regione Roberto Fico, il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, la sindaca di Casapesenna Giustina Zagaria, la presidente di Agrorinasce Maria Antonietta Troncone, il prefetto di Caserta Lucia Volpe, la direttrice dell’Agenzia nazionale beni confiscati Maria Rosaria Laganà, la commissaria straordinaria Paola Spena, il questore Andrea Grassi, l’amministratore delegato di Agrorinasce Giovanni Allucci ed Enrico Tedesco, segretario generale della Fondazione Polis.
Il primo bene, in via Limitone, sorge su un’area di 750 metri quadrati confiscata ad Alfredo Zara, devastata da atti vandalici dopo la confisca. Nel 2021 il Comune ha affidato ad Agrorinasce il recupero della struttura, costato 513.274,72 euro con fondi statali del Commissario straordinario del Governo. La gestione è dell’ANPAA, Associazione Nazionale Protezione Ambiente e Animali.
Il secondo bene, in Corso Europa, è un immobile di circa 500 metri quadrati confiscato a Raffaele Capaldo, parente del capoclan Michele Zagaria. Affidato nel 2017 ad Agrorinasce, ospita un mini-caseificio pensato anche per l’inserimento lavorativo di donne vittime di violenza, finanziato dalla Regione con il POR 2014-2020 per 1,4 milioni di euro. La gestione è della Cooperativa Raggio di Sole. Laboratorio e punto vendita sono operativi, in avvio il “bar della mozzarella”.
“Dove c’era camorra ora ci siamo noi, c’è lo Stato”, ha sintetizzato Fico, sottolineando che “ha grande valore poter restituire un bene che prima era della criminalità allo Stato e farvi attività a fini sociali”. “Il benessere animale dà l’idea della civiltà di un Paese”, ha aggiunto.
La doppia inaugurazione, per Wanda Ferro, ha “un significato duplice: la sottrazione dei beni alla criminalità, ma soprattutto la dimostrazione che non basta combattere la criminalità con processi e arresti”. Il sottosegretario ha ringraziato la cooperativa Raggio di Sole, “che nel nome contiene già tutto il senso di questa esperienza”.
Maria Rosaria Laganà ha definito Casapesenna “un esempio concreto per un territorio che ha pagato un prezzo altissimo alla criminalità organizzata”. La prefetta Paola Spena ha invece sottolineato che “la giornata di oggi conclude un cammino che parte dal sequestro e arriva al momento più importante: la restituzione concreta al territorio”.
La prefetta Lucia Volpe ha parlato di “un lavoro di squadra che deve essere percepito con chiarezza da chi vive questo territorio”, mentre il questore Grassi ha richiamato “un percorso iniziato con le indagini di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza che porta alla rinascita di un bene confiscato”.
La sindaca Zagaria: “Il messaggio ai giovani è che la confisca non deve essere un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso di restituzione alla comunità”.
Anche la presidente di Agrorinasce Maria Antonietta Troncone ha parlato di un risultato importante: “Oggi festeggiamo beni sottratti alla criminalità e utilizzati per attività sociali e produttive, restituendo alla comunità orgoglio, partecipazione civica e fiducia nel futuro”.
L’amministratore delegato di Agrorinasce Giovanni Allucci ha parlato di “un fortissimo valore simbolico, non solo per la strategia condivisa e la collaborazione tra istituzioni, ma soprattutto per la società civile”. “Restituire nuova vita a due beni confiscati significa trasformare luoghi sottratti alla criminalità in spazi di utilità collettiva, capaci di produrre servizi, inclusione e opportunità. Alla fine vince la comunità”, ha concluso.


