

Il ‘mal di futuro’ è il nucleo centrale di ‘Mi sfugge di volare’, trasposizione scenica ideata e costruita a quattro mani dalla coreografa e danzatrice Maria Avolio e dal regista e drammaturgo Luciano Melchionna; teatro, musica e danza sono i linguaggi scelti dagli autori per affrontare i temi che caratterizzano una forma di disagio generazionale ampiamente documentata dal Censis nei suoi ultimi rapporti ufficiali. “Dalla ricerca di una propria identità al timore del fallimento, dalla fragilità dei legami al desiderio di autenticità – spiega Luciano Melchionna illustrando lo spettacolo che sarà rappresentato a Napoli – oggi ci sfugge tutto: il senso delle cose, i legami, le occasioni, la felicità e la capacità stessa di riconoscerci. Però continuiamo a sentire il bisogno profondo di cercare risposte, stimoli e confronto. Vogliamo ‘volare’, liberarci dai pesi, trovare il coraggio di cambiare e scoprire, finalmente, ciò che potremmo diventare’. “Gesti, parole e musica – aggiunge Maria Avolio – per mettere allo scoperto inquietudini e desideri, per interrogare quella zona fragile e invisibile in cui convivono la paura di perdere se stessi e il desiderio di liberarsi da tutto ciò che ci impedisce di essere semplicemente noi stessi”. Lo spettacolo, tra i progetti speciali del Campania Teatro Festival diretto da Ruggero Cappuccio, impegna esclusivamente attori e performer under 35 a conclusione di un articolato percorso di formazione prodotto dall’Associazione Teatro Bellavista e realizzato con il sostegno di SIAE e del Ministero della Cultura nell’ambito dei progetti finanziati dal bando Per Chi Crea. La prima assoluta (mercoledì 8 luglio, ore 21) nella Chiesa di Santa Maria di Portosalvo vede in scena, con Maria Avolio, gli attori e danzatori Tarek Ismail, Francesco Maria Punzo e Giuseppina Ruggiero; il disegno luci è di Gianni Caccia, i costumi di Milla e le musiche originali di Riccardo Regoli. (ANSA). CER-CER


