venerdì, 2 Ottobre, 2026
19.4 C
Napoli

Abiti usati comprati on line, rinunce e aiuti dai parenti: “La nostra vita senza extra”

- Advertisement -https://web.agrelliebasta.it/la-mattina/wp-content/uploads/2021/01/corhaz-3.jpg

Abbiamo sviluppato una strategia per sopravvivere. Acquistiamo solo vestiti usati su Vinted e spesso a fine mese anticipiamo dalla carta di credito per andare avanti. Nonostante tutto, a fine mese arriviamo soltanto con i prestiti dei nostri familiari». Rosario D’Agostino lavora come interinale in una società di trasporto e ogni giorno lotta con il carovita e un salario troppo basso. Porta avanti la famiglia da solo, con il suo lavoro, moglie casalinga, 3 figli, di cui la piccola di 5 anni affetta da una malattia genetica grave. «Ho due macchine del 2008 a gasolio, ogni giorno preghiamo che non si fermino, non sapremmo come pagare gli extra di un meccanico» confessa.

Gli aumenti della benzina, poi, il colpo finale. «Con 30 euro non arrivo a camminare nemmeno due giorni, con l’auto accompagniamo mia figlia a fare le terapie, io vado a lavoro ma è un salasso». Uno stipendio di 1.600 euro non basta a far quadrare i conti: «arrotondo con il lavoro nero, quando c’è. Convivo con l’incubo di non poter chiedere malattie al datore di lavoro, perché temo che non mi rinnovino il contratto. E se perdo tutto, che faccio?».

Arrivare a fine mese è una corsa ad ostacoli. Si rinuncia al ristorante, alle spese extra, spesso alle vacanze. «Ho una vecchia roulotte di mio zio che non usa più. Scegliamo il campeggio più economico e portiamo i bambini qualche giorno al mare». Gennaro Mallozzi, 53 anni, precario, lavora come Ata in una scuola: «Le rinunce non le conto nemmeno più – si sfoga – ho uno stipendio molto basso, 1.300 euro. Sono separato e ho due figli grandi. Mi piacerebbe portarli a cena, a mangiare una pizza, ma non posso spendere 70-80 euro per una serata insieme. Eppure sarebbe importante». Gennaro lavora a Bacoli e ogni giorno usa l’auto: «Sono di Casandrino, faccio quasi 100 chilometri, spendo 15 euro al giorno. Ora ho un contratto di sostituzione su una malattia fino a gennaio ma non mi pagano mensilmente. A luglio e agosto sono andato avanti con la disoccupazione. Devo anticipare tutto, per lavorare, per pagare le utenze. Mi aiutano i miei familiari».

Alessio Tutucci, 39 anni, è stato licenziato dalla Gls e da allora non ha più trovato un lavoro stabile. Un figlio di 6 anni, la moglie cassiera part time in un supermercato «per 400 euro al mese», combatte ogni giorno con il lavoro e il salario che non c’è. «Sopravvivo con il sostegno della mia famiglia e la Cassa di resistenza del sindacato – racconta – ogni mese fanno una raccolta tra gli iscritti. Ma io non vivo più, questa mica è vita?». Alessio fa il tuttofare, lavori in nero, «ma senza nessun diritto, siamo tornati a 100 anni fa, dobbiamo accettare gli incarichi e stare zitti e se chiediamo tutele, perdiamo tutto. Mi stanno portando a fare lo schiavo. Vogliono dirmi che è inutile che lotti, perché vincono sempre loro». Due anni senza mai cenare al ristorante, «l’automobile non la prendo più, costa troppo ormai», la spesa che diventa un incubo «studiamo le offerte, i prezzi più bassi e limitiamo gli acquisti», la vita fatta di privazioni. «Tutti i giorni ho la sensazione di essere alla fine del mese, quando i soldi sono finiti. Non è vita così. Senza lavoro non puoi fare più le cose normali, non ti senti normale neanche tu».

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/10/02/news/carovita_precari_disoccupati_impiegati-425620430/?rss

spot_img
spot_img

Cosa fare in città

Archivi