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Aversa, sala consiliare piena per il No al referendum sulla giustizia: “Libertà di tutti in gioco”

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Aula consiliare gremita ad Aversa per l’incontro pubblico “Referendum sull’ordine giudiziario: le ragioni del No”, moderato dal giornalista Antonino Treviglio e promosso dal Comitato per il No – di Aversa.

Tre i relatori. L’avvocato giuslavorista Lello Ferrara ed ex sindaco della città, che ha inquadrato subito la posta in gioco nella sua dimensione storica. “Non si tratta di una riforma dell’ordinamento giudiziario, ma di una modifica che tocca il principio stesso della separazione dei poteri, pilastro su cui si reggono le democrazie occidentali da 250 anni – ha sostenuto Ferrara – E non in un momento qualsiasi: in un momento in cui quelle democrazie sono ovunque in crisi, i diritti individuali arretrano e persino la più grande potenza occidentale discute se garantire ancora il diritto di voto. La riforma, ha ricordato Ferrara, interviene su ben sette articoli della Costituzione — una revisione di proporzioni straordinarie — mentre l’ultima modifica organica dell’ordinamento giudiziario era stata fatta con una semplice legge ordinaria, durante il governo Draghi. Niente di casuale, ha concluso: chi vuole governare senza contrappesi sceglie sempre di farlo nei momenti in cui la guardia è abbassata”.

Il professor Giuseppe Limone, docente di filosofia del diritto, ha portato il ragionamento sul piano della filosofia politica classica. “Quando i poteri si concentrano – ha spiegato – non è mai un problema tecnico: è il problema antico della tirannia. E a pagarne il prezzo sono sempre “Gennaro e Nunziatina” — l’archetipo del cittadino comune, quello senza protezioni e senza relazioni — mentre i potenti trovano sempre una via d’uscita. Come Pinocchio innocente a cui viene negata l’amnistia perché «l’amnistia la si fa per i colpevoli. Tu sei innocente, ma perciò resti dentro”. Con la metafora della «chiave», ha spiegato che “ chi controlla il flusso della giurisdizione controlla tutto. Limone ha avvertito che questa non è una revisione costituzionale ma una sostituzione: “si cambia il cuore della Repubblica lasciandole il nome”.

Sonia Oliviero, segretaria provinciale della Cgil di Caserta, ha chiuso con la voce del mondo del lavoro. “I problemi reali della giustizia — ritardi, carenza di organici, mancanza di investimenti — questa riforma non li sfiora – ha sostenuto – Quello che invece colpisce è concreto: si limitano le intercettazioni sui reati ordinari, spesso la porta d’ingresso per scoprire caporalato e sfruttamento. Si mette a rischio il diritto di presidio davanti a un cancello, si smantella pezzo per pezzo il principio di uguaglianza davanti alla legge. Per Sonia Oliviero «La giustizia entra nella vita di tutti. Quando un lavoratore viene licenziato, quando una terra come la nostra viene violentata dai disastri ambientali. Togliere strumenti di tutela ai più fragili, in nome di una riforma che non risolve nulla di ciò che non funziona, significa lasciare soli proprio chi più avrebbe bisogno di protezione”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/03/06/news/aversa_sala_consiliare_piena_per_il_no_al_referendum_sulla_giustizia_liberta_di_tutti_in_gioco-425204880/?rss

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