“Il 9 settembre 1943 In questo aeroporto distrutto dai bombardamenti e con pochissimi uomini a difenderlo ebbe luogo il primo fatto d’arme contro i tedeschi nella città di Napoli. Un manipolo di coraggiosi si oppose al nemico in un impari scontro a fuoco che consentì ai militari italiani di guadagnare tempo prezioso per distruggere gli aerei e il materiale aeronautico”. È il testo della lapide scoperta ieri all’ingresso dell’aeroporto militare di Capodichino in collaborazione con l’associazione Arma aeronautica-aviatori d’Italia. La lapide ricorda l’eroismo dei militari dell’aeronautica italiana decorati al valore che dopo l’8 settembre si opposero ai nazisti.
L’episodio storico si riferisce agli scontri avvenuti all’aeroporto di Capodichino il 9 settembre 1943 subito dopo l’armistizio. I soldati e gli avieri italiani rimasti senza ordini si ribellarono all’occupazione nazista. Un gruppo di avieri italiani si oppose alle truppe tedesche che tentavano di impadronirsi delle strutture e dei velivoli per scopi bellici. I militari, in numero nettamente inferiore ai nemici e con artiglieria leggera bloccarono i tedeschi con estremo coraggio e sprezzo del pericolo. Alcuni storici narrano che da questo giorno e dopo questa impresa degli avieri di Napoli scattò la scintilla della rivolta totale che porto poi alle Quattro Giornate e alla liberazione della città.
La lapide è stata scoperta dopo il convegno svoltosi nel Salone degli Aviatori. Presente il colonnello Andrea Placenti (comandante del Comando Aeroporto), Guido D’Agostino, presidente dell’Istituto campano della storia della resistenza, Vincenzo Cuomo della società italiana di storia Militare, e il colonnello Paola Verde, del comando Logistico. A moderare i lavori Sara Cucciolito. Alla commemorazione ha partecipato l’assessore alla Legalità, Antonio De Iesu: “Era doveroso che il Comune fosse presente”, afferma.
A familiari dei decorati è stata consegnata una medaglia s cui compare la scritta: “Ricordare per non Dimenticare”. Gli insigniti sono: Arnaldo LubelIi, Sergio Cannaviello, Benedetto Scotto, Luigi Mutarelli, Leopoldo Mazzone, Giuseppe Ragozzino, Gaetano Scibona, Edoardo Cirillo, Armando Schiavone e Giuseppe Sigillo.


