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Carola Moccia a Next “Sono legata a Napoli da qualcosa di magico”

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È Carola Moccia (La Niña) la protagonista dell’ultima puntata di Next Generation Na, il format ideato dall’assessora ai Giovani del Comune, Chiara Marciani. La Niña, 33 anni, è una cantante e performer che scrive e «sopravvive a Napoli», come lei stessa ama dire. Nei suoi video propone un’estetica sensuale e matura che ben si sposa alla sua voce così profonda, ipnotica. Il suo progetto artistico è frutto di sperimentazione tra passato e presente musicale.

«Da dove nasce il progetto artistico di Carola Moccia», chiede subito l’assessora Marciani. «È una nascita che comincia con una morte, in realtà – risponde alla sollecitazione l’artista – C’è stato un momento in cui ho letteralmente seppellito delle cose che mi facevano stare male nella vita. È stata una sorta di esperienza liberatoria la mia, quella di trovare un linguaggio che mi facesse sentire totalmente onesta e in pace con me stessa».

Come ogni artista, o anima eclettica, il rapporto con la città di Napoli è sempre problematico. Anche per lei è così: «Non ho mai avuto ben chiari i miei sentimenti per Napoli – sostiene Carola Moccia – Sono contrastanti. Mi fa arrabbiare molto, mi affascina e mi fa sentire a casa, mi fa sentire straniera allo stesso tempo e quindi ospite. Sono legata a Napoli da qualcosa di magico e indicibile».

Anche per Carola una domanda fatta agli altri protagonisti del format: «Secondo te, per rendere Napoli una città più vicina alla Next Generation, come dovrebbe cambiare la nostra città? Cosa manca?».

«Rendere l’arte calpestabile – è la risposta immediata – Nel senso che ci puoi arrivare camminando facilmente. Proprio come una pista ciclabile. Cioè rendere l’arte accessibile a tutte le fasce di età e per fare questo servono i mezzi che funzionano, perché sennò i ragazzini saranno sempre dipendenti dal papà che li accompagna al concerto del loro artista preferito a 16 anni perché non sanno come arrivare e la metro chiude». Ma come ogni artista che riesce ad emergere, anche il percorso di Carola Moccia non è stato privo di ostacoli. «Come si fa a superarli? Che consiglio possiamo dare ai ragazzi che hanno una passione» insiste l’assessora Marciani. «In tutti gli ambienti c’è sicuramente da combattere molto per cose che sarebbero e dovrebbero essere invece date per scontate. C’è una visione della donna a livello globale, che poi si riflette anche nei luoghi di lavoro, che è estremamente deformata da una parola che avrei voluto non usare, però è abbastanza sintetica, dal patriarcato. È sicuramente questa una difficoltà che ho dovuto affrontare. Bisogna essere pronti a grandi discriminazioni e soprattutto al fatto che la cultura non è prioritaria nel nostro Paese».

Ed ecco la domanda di Michele, uno studente dell’istituto tecnico e musicista autodidatta. «Da dove trai ispirazione per scrivere i tuoi testi?». «Le fonti sono molteplici – risponde la cantante – a volte vengo toccata dall’ispirazione come se ci fosse una mano invisibile che si impossessa proprio della mia mente. a volte l’ispirazione è un processo meditativo». Arriva anche la domanda di Sara Penelope Robin, che collabora al format.«“Come possiamo trovare l’equilibrio tra consapevolezza del nostro corpo e sessualizzazione del nostro corpo?». «Non è detto che tu debba ricercare un equilibrio. C’è chi lo sessualizza solo e sta benissimo così. Secondo me è proprio una questione energetica. Non so come dire, ma è visibilissimo in qualunque artista, non in me, parlo di tutti gli artisti, è molto visibile il loro intento». L’intervista si chiude con la consegna di una targa da parte di Chiara Marciani a Carola Moccia.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2024/01/12/news/carola_moccia_a_next_sono_legata_a_napoli_da_qualcosa_di_magico-421867379/?rss

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