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Castello delle Cerimonie, il prefetto riceve cuochi e camerieri: “Attenzione a lavoro e famiglie”

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Sono arrivati con cappellini bianchi per proteggersi dal sole e sventolando bandiere con il simbolo dorato del Castello delle Cerimonie. Sit-in di un centinaio di dipendenti del complesso ricettivo di Sant’Antonio Abate, chiuso da una sentenza della Cassazione che ha confermato come la location dei matrimoni trash sia nata da una lottizzazione abusiva.

“Quaranta anni fa era e doveva restare un fabbricato rurale”, dicono i magistrati. Invece negli ultimi decenni l’albergo La Sonrisa, questo il suo vero nome prima che il programma di Real Time ne cambiasse storia e identità, ha ospitato il festival della canzone trasmesso su Rai uno. E nei suoi giardini si sono esibiti nel tempo Mario Merola e Gigi D’Alessio. Tra le foto ricordo quella di Diego. Maradona.

“Ci hanno tolto il sorriso”, si legge sullo striscione srotolato in piazza Plebiscito alle dieci di questa mattina. Accompagnati dai figli, cuochi e camerieri hanno ribadito le loro richieste: “Riaprite il Castello per questa estate, fateci fare le cerimonie in programma”. Ma la chiusura ormai è definitiva. Un’altra sentenza della magistratura ha reso efficace il ritiro delle licenze a firma della sindaca Ilaria Abagnale. Ultimo atto dopo l’acquisizione della struttura di 40 mila metri quadrati al patrimonio comunale.

Il prefetto, Michele Di Bari, ha ricevuto i lavoratori e ha garantito: “Attenzione alla salvaguardia dei livelli occupazionali e alla tutela delle famiglie coinvolte. A tal fine, è stata confermata l’apertura del tavolo permanente per la gestione della crisi, con la partecipazione di tutte le istituzioni competenti”.

Sulla carta i contrattualizzati sono trentadue, ma durante la stagione estiva sono arrivati anche a trecento. Dalla chiusura dei cancelli di due settimane fa la famiglia Polese, che ha fondato la fabbrica di eventi negli anni 80, sta svolgendo i matrimoni e le cerimonie prenotate in altre location della provincia di Napoli. E del pacchetto fa parte anche lo staff.

Fa chiarezza su questo punto l’assessora regionale al lavoro, Angela Saggese, nel rispondere a una interrogazione presentata dal capogruppo di Forza Italia Massimo Pelliccia. “Abbiamo avuto un tavolo con la società e i lavoratori, ma l’azienda non ha dichiarato lo stato di crisi. Si concentra ancora sull’esito della vicenda giudiziaria”, ha spiegato Saggese in consiglio durante il question time di oggi. Ultimo strascico di una lunga battaglia legale fatta di cavilli, ricorsi e richieste di sospensive.

Ora si aspetta l’ultimo atto fissato al 9 luglio; un’udienza in tribunale per un’eccezione sollevata dai legali dei Polese rispetto alla sentenza principale della vicenda, confermata in Cassazione. Si punta a riazzerare il tutto tirando in campo date e sollevando l’esistenza di prescrizioni. Dalla parte dei Polese si schierano solo i loro dipendenti: “Non vogliamo lavorare da nessuna altra parte. Il Castello è casa nostra, deve riaprire”. Ma il prefetto già lavora al dopo.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/07/01/news/castello_delle_cerimonie_il_prefetto_riceve_cuochi_e_camerieri_attenzione_a_lavoro_e_famiglie-425445077/?rss

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