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Cinque indagati per la morte di Patrizio Spasiano, ucciso dall’ammoniaca alla FrigoCaserta

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Il sostituto procuratore Josè Criscuolo del tribunale di Napoli Nord ha notificato la conclusione delle investigazioni sulla morte di Patrizio Spasiano, il diciannovenne napoletano deceduto il 10 gennaio 2025 per una fuoriuscita di ammoniaca nello stabilimento FrigoCaserta di Gricignano d’Aversa.

Cinque persone sono state individuate come responsabili a vario titolo: Domenico Razzano, 44 anni di Durazzano, legale rappresentante della FrigoCaserta e committente dei lavori; Alfonso Avola, 50 anni di Casoria, legale rappresentante della Cofrin e datore di lavoro del giovane; Erasmo Avola, 55 anni di Giugliano in Campania, preposto incaricato del cantiere; Alfredo Migliore, 57 anni di San Nicola la Strada, coordinatore della sicurezza; Roberto Pescia, 60 anni di Milano, responsabile dell’intervento.

Contro di loro sono stati formulati capi di imputazione per omicidio colposo e per omissioni e trasgressioni delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Secondo la Procura, questi comportamenti hanno inciso direttamente sulla tragedia accaduta. L’inchiesta, che inizialmente aveva riguardato tre persone, si è allargata nel corso delle investigazioni per accertare la catena di responsabilità nella gestione della sicurezza.

Ora gli indagati e i loro difensori hanno venti giorni per esaminare il fascicolo degli atti e presentare le proprie controdeduzioni. Scaduto questo termine, il pubblico ministero deciderà se chiedere il rinvio a giudizio oppure l’archiviazione.

“Ognuno ha contestazioni diverse dagli altri – spiega l’avvocato Bernardino Lombardi, difensore di Razzano – il pubblico ministero ha ritenuto di imputare a tutti questi cinque persone in concorso nel decesso”.

Patrizio Spasiano lavorava da circa due mesi come dipendente della cooperativa Cofrin, impegnata nell’ampliamento della sala macchine della FrigoCaserta, azienda specializzata nella conservazione e distribuzione di prodotti deperibili. Il 10 gennaio 2025 si era recato, insieme a tre colleghi, in prossimità dei serbatoi che contenevano ammoniaca per compiere dei rilevamenti. Una perdita da una conduttura aveva rilasciato ammoniaca nell’ambiente. Mentre tre operai riuscirono a fuggire, mettendosi al sicuro, Patrizio, che si trovava su un’impalcatura, non riuscì a farlo.

Secondo il PM, la fuoriuscita era stata provocata dalla rottura di un manometro conseguente all’urto di un trabattello. Materialmente, due operai della Cofrin, tra cui lo stesso Spasiano, manovrando il trabattello avrebbero urtato la valvola che si sarebbe rotta, causando la dispersione di ammoniaca. Il contatto con il gas aveva originato un grave edema polmonare acuto, causa del decesso.

La difesa dei cinque indagati è affidata agli avvocati Bernardino Lombardi, Vincenza Granata, Claudio Pasquariello e Massimo Davi. L’assicurazione Axa è rappresentata dall’avvocato Lucia Piscitelli.

“Noi non conosciamo ancora le carte – dice Armando Spasiano, il padre di Patrizio – ho chiesto ai miei legali di chiedere tutto ciò che c’è da chiedere per capire, ma ci aspettiamo che sia accertata tutta la catena di responsabilità sulla morte di mio figlio”.

I legali potranno ora accedere al fascicolo completo delle investigazioni e verificare tutte le prove raccolte dal pubblico ministero. Intanto il 30 giugno prossimo avrà inizio il procedimento per la morte di Pompeo Mezzacapo, 39 anni di Capodrise, morto il 31 dicembre 2024 nello stesso stabilimento della FrigoCaserta, dieci giorni prima di Patrizio. Imputati per omicidio colposo sono Domenico Razzano e Francesco Verde, operaio della FrigoCaserta. Per Verde è stata presentata una richiesta di patteggiamento.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/06/05/news/cinque_indagati_per_la_morte_di_patrizio_spasiano_ucciso_dall_ammoniaca_alla_frigocaserta-425391508/?rss

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