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Pineta Grande in stato di crisi, il vescovo Lagnese: “Prego perché le istituzioni trovino soluzione”

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Il vescovo di Caserta e Capua, Pietro Lagnese, rompe il silenzio sulla crisi del Pineta Grande Hospital di Castel Volturno. Il presule si dice vicino ai dipendenti e ai pazienti della struttura e chiede alle istituzioni di intervenire per scongiurare la chiusura del Pronto Soccorso: «Prego affinché si giunga presto a una soluzione positiva per il bene comune.»

Lagnese segue «con attenzione» gli sviluppi della vicenda e chiede alle autorità competenti di tutelare quello che definisce «un servizio sanitario strategico e importante, non solo per il litorale domiziano ma per tutta la provincia di Caserta». Un appello che va oltre il consueto registro pastorale: il vescovo ricorda esplicitamente che un’eventuale chiusura del Pronto Soccorso inciderebbe «sulla vita di tante persone, in termini di perdita di servizi sanitari e di posti di lavoro». Parole che suonano come una sollecitazione diretta alla Regione Campania e al Ministero, chiamati ora a trovare una risposta concreta.

Ma cosa sta succedendo al Pineta Grande? Il 4 giugno scorso la direzione dell’ospedale ha formalizzato alle autorità regionali e ministeriali lo stato di crisi relativo al contratto 2026. Al centro della disputa c’è un meccanismo che si trascina da quattro anni e che ha progressivamente eroso la sostenibilità economica della struttura. Dal 2022 al 2025, il Pineta Grande ha continuato a erogare prestazioni di emergenza-urgenza, salvavita e ad alta complessità oltre il tetto di spesa imposto dalla Regione Campania, senza che quelle attività venissero riconosciute e remunerate. In altri termini: la struttura privata accreditata ha fatto il lavoro che il sistema pubblico non riusciva a coprire, pagandone i costi di tasca propria.

Il risultato è uno squilibrio economico-finanziario che la direzione dichiara di non poter più sostenere. Se entro breve non verrà definito un contratto 2026 adeguato, che riconosca finalmente il valore reale delle prestazioni erogate, la struttura ha prospettato la possibile sospensione dell’attività del Pronto Soccorso. Una prospettiva che preoccupa non solo i lavoratori ma l’intero sistema sanitario provinciale.

Il Pineta Grande non è un ospedale qualunque. È il presidio di riferimento per l’intero litorale domiziano, un’area vasta e densamente popolata che comprende comuni come Castel Volturno, Mondragone, Cellole e Sessa Aurunca, storicamente penalizzata sul piano dei servizi pubblici. La struttura è inoltre nodo strategico della rete 118: in caso di emergenza, è spesso l’unico punto di accesso rapido alle cure per migliaia di residenti e per i turisti che d’estate affollano le spiagge della costa. Impiega oltre mille professionisti e assiste più di 75mila pazienti ogni anno.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/06/05/news/pineta_grande_in_stato_di_crisi_vescovo_lagnese_prego_perche_le_istituzioni_trovino_soluzione-425391738/?rss

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