“La nostra comunità è sotto shock. Siamo tutti sconvolti e atterriti da quello che è successo”. Fa fatica a trovare le parole, il sindaco di Apice Angelo Pepe, per commentare la tragedia consumata nel celeberrimo hotel ristorante Licciardi del piccolo centro sannita dove uno dei titolari ha ucciso i due fratelli a colpi di pistola e poi si è tolto la vita. “Ci chiediamo come sia potuto accadere”, scuote il capo il sindaco.
Nella zona tutti conoscevano i fratelli Gianni, Franco e Donato Licciardi. “Operatori economici brillanti, lavoratori, una famiglia perbene del nostro territorio”. Oltre al ristorante dove si è consumato il duplice omicidio seguito dal suicidio, i tre fratelli gestivano anche il castello di Apice, la struttura dove si organizzano eventi politici e, nel periodo natalizio, i mercatini che attirano visitatori non solo dal resto della Campania, ma da tutta Italia.
Possibile che alla base della tragedia ci fossero dissapori di carattere economico? Il sindaco allarga le braccia: “in ogni attività societaria ci possono essere divergenze di vedute, ma per come si ponevano i tre fratelli Licciardi, nulla lasciava presagire un epilogo di violenza così brutale. Non credo che ci fossero difficoltà di carattere economico”.
” Con i fratelli ci si vedeva sempre, sottoponevano sempre all’attenzione dell’amministrazione le manifestazioni che avevano in mente di organizzare nel castello. Siamo veramente atterriti – ribadisce Pepe, dal 2019 alla guida del Comune sannita – non possiamo che esprimere vicinanza agli amici e ai familiari che stanno soffrendo un dolore inimmaginabile per questa indescrivibile e immane tragedia. Un gesto che davvero nessuno di noi riesce a comprendere”


