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Il vescovo di Acerra: ”Il Papa qui il 23 maggio per ridarci speranza”. Il programma della visita

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“Il Papa viene soprattutto a rilanciare la Laudato Si’, un documento importantissimo del magistero sociale della Chiesa. Serve a scuotere le coscienze di tutti noi, perché ci facciamo più carico di questo dramma ambientale per uscirne tutti insieme”. Con queste parole monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e presidente della Conferenza Episcopale Campana, ha presentato stamattina la visita pastorale che Papa Leone XIV compirà ad Acerra il 23 maggio prossimo, nell’undicesimo anniversario della Laudato Si’.

La conferenza stampa, moderata da Antonio Pintauro dell’ufficio stampa della Diocesi di Acerra, ha visto la partecipazione del prefetto di Napoli Michele Di Bari, del sindaco di Acerra Tito D’Errico e dell’assessore regionale all’ambiente Claudia Pecoraro.

Il nuovo pontefice viene ad Acerra “per incontrare le popolazioni della Terra dei Fuochi”, come recita il programma ufficiale. Un territorio violentato da decenni di smaltimento illegale di rifiuti tossici, che ha prodotto morte e malattia: centinaia di vittime di tumore, tra cui tanti bambini.

Proprio l’incontro con i familiari delle vittime rappresenta il cuore della visita papale. Il programma della giornata prevede l’arrivo del Pontefice in elicottero alle 8,00 dal Vaticano allo stadio comunale Arcoleo. Alle 8,45 l’accoglienza delle autorità locali e dei bambini e ragazzi del Centro diurno “Maria Pia Messina” della Caritas diocesana. Seguirà il trasferimento in Cattedrale con auto chiusa.

Alle 9,00, in Cattedrale, il Papa incontrerà i vescovi della Campania, i sacerdoti, i religiosi, i diaconi “e le famiglie che hanno avuto vittime – ragazzi e giovani – dell’inquinamento ambientale”. Il saluto del vescovo e il discorso del Santo Padre. Poi, alle 10,00, il trasferimento con la Papamobile in Piazza Calipari per l’incontro pubblico alla presenza di tutti i sindaci dei 90 comuni della Terra dei Fuochi. Il saluto del sindaco di Acerra, il discorso del Papa, la preghiera composta dalla diocesi insieme a Papa Leone sulla cura del creato, i ringraziamenti del Vescovo. Il rientro è previsto per le 12:00 all’Arcoleo.

“La Laudato Si’ è per il nostro tempo quello che fu la Rerum Novarum di Papa Leone XIII alla fine dell’Ottocento”, ha spiegato monsignor Di Donna, tracciando un parallelismo potente nel solco della dottrina sociale della Chiesa. “Quello che fu allora per la questione operaia, per la questione sociale, oggi lo è la Laudato Si’ per la questione dell’ambiente, che è urgente”.

Eppure, ha ammesso con franchezza monsignor Di Donna, la Laudato Si’ “è più conosciuta, stimata, apprezzata, studiata nel mondo cosiddetto laico che non nel mondo ecclesiale. E allora occorre una scossa anche a noi Chiesa”.

Da quasi dieci anni, dodici diocesi campane – Acerra capofila, insieme a Nola, Aversa, Napoli, Teano-Calvi, Capua, Sorrento, Pompei, Castellammare – si incontrano periodicamente per portare la custodia del creato “dentro la predicazione dei preti, dentro le catechesi delle parrocchie, perché se l’educazione alla custodia del creato non entra nei percorsi ordinari delle nostre comunità, rimarrà un tema di élite”.

“Ringrazio il nostro vescovo Antonio, che mai perse la speranza di avere il Papa ad Acerra”, ha esordito il sindaco Tito D’Errico, sottolineando il doppio valore della visita: pastorale – “viene il vicario di Cristo, non era mai successo” – e sociale, perché “tocca le nostre criticità ambientali e sanitarie”.

“È tempo che chi vive in queste aree ha posto contrasto a tutto ciò”, ha detto il sindaco, riconoscendo l’impegno della Regione Campania per le bonifiche e ringraziando il prefetto Di Bari come “catalizzatore delle attività”. Il Comune ha predisposto piani di sicurezza, safety e sanitario. “Questa rete è unita e coesa per raggiungere il risultato”, ha concluso D’Errico.

L’assessore regionale all’ambiente, Claudia Pecoraro ha portato i saluti del presidente Roberto Fico, che sarà presente il 23 maggio ad accogliere il Papa all’arrivo in elicottero allo stadio Arcoleo.

“Papa Francesco nella Laudato Si’ insegna che la cura della casa comune passa attraverso la responsabilità collettiva, attraverso il lavoro di tutte e di tutti”, ha detto Pecoraro, ricordando i numeri: 90 comuni, il 52% della popolazione della Regione Campania. “La visita di Papa Leone ad Acerra è la visita di Papa Leone in Regione Campania, che abbraccia tutti i territori devastati” dall’inquinamento.

“È inusuale che un Papa venga nello stesso territorio a distanza di pochissimi giorni”, ha esordito il prefetto Michele Di Bari, riferendosi alle recenti visite a Pompei e Napoli. “Questo significa che c’è nel Santo Padre un’idea forte, quella della custodia della casa comune”.

Di Bari ha reso omaggio alla “coscienza civica” del territorio: “Ho trovato una popolazione in cui la storia di questi movimenti, dei comitati, di ciò che è accaduto anni fa, è stato un sussulto di coscienza che anticipa, se vogliamo, anche la Laudato Si’. Questi comitati che cosa avevano chiesto? Nulla se non il rispetto del territorio, che purtroppo non c’è stato”.

Sul piano della sicurezza, il prefetto ha annunciato un dispositivo imponente: “Oltre 1.300 uomini e donne in divisa, 700 volontari tra protezione civile e diocesi di Acerra, 60 unità di polizia locale. Migliaia di transenne lungo il percorso. Un dispositivo simile a quello adottato per Pompei e Napoli”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/05/13/news/il_vescovo_di_acerrail_papa_in_visita_il_23_maggio_per_ridare_speranza_alla_terra_dei_fuochi-425342307/?rss

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