
Si è svolto oggi presso la Sala “Caduti di Nassirya” del Senato della Repubblica il convegno dal titolo “Storie d’Italia: Il ruolo delle istituzioni locali nella salvaguardia del patrimonio d’impresa e dell’identità urbana”, promosso su iniziativa della senatrice Valeria Valente. L’incontro ha messo al centro del dibattito nazionale il valore economico, culturale e sociale delle imprese familiari e ultracentenarie, custodi della memoria, del lavoro e dell’identità dei territori italiani.
E, a margine del convegno, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha consegnato a Ugo Cilento, presidente dell’associazione “I Centenari”una targa di riconoscimento ufficiale da parte del Comune: «Napoli – ha detto Manfredi – è da sempre al fianco delle sue attività storiche e familiari. Consegniamo questa targa al presidente dell’Associazione “I Centenari”, per il suo costante impegno a tutela di un patrimonio vivo che custodisce la storia della città e contribuisce a costruirne il futuro».
Nel suo intervento, il sindaco di Napoli e presidente Anci Manfredi, rivolgendosi a tutte le forze parlamentari ha lanciato un appello: «Le imprese storiche non sono semplici aziende, sono pezzi di città e presidi di coesione sociale. I Comuni stanno facendo la propria parte, come dimostrano le iniziative promosse a Napoli con l’albo e il riconoscimento delle Botteghe Storiche, ma gli Enti locali non possono essere lasciati soli. Occorrono strumenti nazionali, procedure semplificate e risorse dedicate. Rivolgo un appello a tutte le forze parlamentari, partendo da quelle presenti oggi, affinché si giunga in tempi rapidi a una legge nazionale di riordino e sostegno che tuteli le attività familiari, le filiere tipiche e i nostri centri storici».
“Un patrimonio di saperi che chiede sostegno e protezione”
Ad aprire i lavori è stata la senatrice Valeria Valente, promotrice dell’iniziativa: «Sono particolarmente orgogliosa che questo progetto prenda le mosse dalla mia città. L’Associazione I Centenari rappresenta, per la sua storia, un grande patrimonio per Napoli, per le imprese del Paese e per l’identità delle nostre città. Un esempio di storicità di un’azienda, di competenze tramandate di generazione in generazione che non solo caratterizzano i nostri contesti urbani, ma sono spesso fonte di ricerca e attrazione turistica. Da Napoli è partita questa forma di valorizzazione che oggi chiede alle istituzioni un impegno concreto a sostenerle, proteggerle e rilanciarle attraverso adeguati interventi legislativi.»
“Superare la logica dei soli bilanci finanziari”
Ugo Cilento, presidente dell’associazione “I Centenari”, ha focalizzato l’attenzione sull’inestimabile valore immateriale delle aziende storiche: «Nella gestione delle imprese familiari e storiche è fondamentale superare la logica stringente dei soli bilanci finanziari. Il vero valore di queste attività risiede nel loro ‘bilancio sociale e culturale’: un patrimonio fatto di relazioni, reputazione, eccellenza manifatturiera e legame indissolubile con la comunità locale e con la storia familiare dell’impresa, fattori che nessun metodo contabile tradizionale può quantificare, ma che ne decretano la longevità nei secoli».
“Tutelare i centri storici e la loro vocazione produttiva”
Partendo dalle più recenti proposte e iniziative parlamentari volte a preservare il tessuto commerciale ed economico delle città, il senatore Gianluca Cantalamessa, componente della 9ª Commissione permanente del Senato (Industria, commercio, turismo), ha posto l’accento sulla tutela dei centri storici. «Salvare le imprese storiche significa difendere l’anima e la vivibilità dei nostri centri storici. Le proposte portate in Parlamento puntano a porre un freno alla desertificazione commerciale e all’omologazione urbana, offrendo strumenti normativi capaci di proteggere la tradizione artigianale e le attività tradizionali come presidi di sicurezza, socialità e attrattività turistica.»
“Imprese storiche: connubio chiave per la qualità e contro le contraffazioni”
A sottolineare il legame profondo tra radici territoriali e sfide del futuro è stato il senatore Luigi Nave, componente dell’8ª Commissione permanente del Senato (Ambiente, lavori pubblici, innovazione tecnologica), ponendo l’attenzione sulla rilevanza strategica delle Indicazioni Geografiche per la salvaguardia del patrimonio produttivo italiano: «Le Indicazioni Geografiche, sulle quali viene la spinta dall’Europa, rappresentano uno strumento fondamentale non solo per proteggere l’eccellenza delle nostre produzioni tipiche e dell’artigianato di qualità, ma anche per difendere il valore delle imprese storiche che da generazioni ne sono le vere custodi. Tutelare le IG e le denominazioni legate all’origine geografica significa difendere i territori da fenomeni di contraffazione e delocalizzazione,. »
“Necessario un Osservatorio per monitorare imprese familiari e Made in Italy”
Il Direttore Generale della Svimez, Luca Bianchi, analizzando l’impatto economico delle imprese familiari – che rappresentano circa l’85 per cento delle realtà produttive italiane – ha ribadito l’importanza di monitorare con precisione l’evoluzione di questo settore strategico del quale ad oggi non esiste la possibilità di analizzare con certezza numeri e dati: «È urgente istituire un Osservatorio dedicato alle imprese familiari e alle attività legate al Made in Italy. Le storie d’impresa confermano la straordinaria vitalità del tessuto produttivo e la crescita dell’occupazione soprattutto nel Mezzogiorno, ma non abbiamo la possibilità di studiare con certezza il fenomeno per assenza di dati certi. Il tema non è solo legato alla salvaguardia del patrimonio d’impresa e dell’identità urbana, ma anche delle competenze. Permane un fenomeno strutturale di fuga dei giovani e dispersione di competenze».


