

“Rivolgo un appello al procuratore Gratteri e al presidente dell’Ordine degli avvocati di Napoli affinché mi aiutino ad avere giustizia”. Da dieci giorni, con catene e cartelli di protesta, presidia il varco di piazza Cenni del tribunale di Napoli, Francesco Di Laora, 64 anni, originario di Frattaminore ed ex dipendente di un istituto di vigilanza di Arezzo.
Durante la sua protesta, sotto il sole cocente, iniziata il 13 giugno e costantemente monitorata dalla Polizia di Stato, per ben tre volte, a causa delle sue assai precarie condizioni di salute, si è reso necessario l’intervento dei sanitari. Mai ha accettato il ricovero perché il suo diritto ad avere ciò che gli spetta “è più importante”.
“Sono stato mobbizzato dall’azienda con la quale lavoravo – spiega – ho avuto ragione in tutti e tre i gradi di giudizio ma il reato è stato dichiarato prescritto e non mi è stato dato più niente. Tutto questo è veramente ingiusto. Dovevo essere reintegrato in servizio e anche risarcito. Invece non ho avuto nulla a causa della prescrizione del reato. Chiedo che mi siano date risposte”.


