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Incendio alla Masseria Ferraioli di Afragola, bene confiscato alla camorra

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Il fuoco ha cancellato in poche ore quello che anni di lavoro avevano costruito. Quattro ettari del “Museo vivente della biodiversità” della Masseria Antonio Esposito Ferraioli, ad Afragola, sono andati distrutti dalle fiamme: centinaia di alberi ridotti in cenere, il frutteto, filari e orti che le attiviste, gli attivisti e gli ortolani avevano curato giorno dopo giorno.Le fiamme, secondo chi la Masseria la gestisce, non sono nate per caso.

“Il problema viene da via Lampedusa – afferma Giovanni Russo, responsabile della Masseria Esposito Ferraioli – lì è uno sversatoio di rifiuti continuo, una discarica a cielo aperto che abbiamo sempre segnalato e di cui nessuno si è occupato. Da alcuni giorni qualcuno ha incendiato i rifiuti proprio su quella strada e, nonostante ci siamo impegnati direttamente a controllare l’incendio, coadiuvando l’intervento dei vigili del fuoco, non ne siamo venuti a capo. Sono intervenuti anche i vigili urbani di Afragola, ma il fuoco ha preso il sopravvento e ha fatto davvero molti danni – dice sconsolato Giovanni Russo – sono andati in fumo quattro ettari su dodici della Masseria. Alberi, frutteto e museo della biodiversità”.

Il bilancio, sempre secondo quanto riferisce Russo, comprende anche la recinzione e l’impianto di irrigazione, mentre la parte edificata della Masseria non è stata raggiunta dalle fiamme. Ma il danno non si ferma qui: l’incendio ha compromesso parte dei confini, riaprendo un varco che si credeva chiuso. Alcune aree tornano così esposte al rischio di sversamenti abusivi, proprio in un territorio dove la battaglia contro i rifiuti illegali è stata una delle ragioni di vita di questo luogo.

“È ora che la Masseria venga messa in sicurezza, bonificando la strada dei rifiuti. Così non si può andare avanti”, conclude Russo. Eppure appena pochi giorni prima, il 30 agosto, proprio alla Masseria si era ricordato Antonio Esposito Ferraioli, militante della Cgil ucciso dalla camorra a Pagani nella notte tra il 29 e il 30 agosto 1978, alla presenza del fratello Mario. “Ci siamo ritrovati per ricordare Tonino, a 48 anni dal suo omicidio”, si legge nel post ancora visibile sulla pagina della Masseria, che lo descrive come “un cuoco, uno scout, un sindacalista e un militante politico. Un giovane uomo che aveva scelto di stare dalla parte dei lavoratori, della dignità, della giustizia e dell’impegno civile”.

All’incontro, insieme a Mario Ferraioli che ha portato la sua testimonianza, c’erano anche le ragazze e i ragazzi del Cantiere nazionale “Da terra di camorra a terra di don Peppe Diana“, arrivati da diverse parti d’Italia. “Ricordare Tonino – prosegue il post – significa trasformare la memoria in responsabilità, la testimonianza in impegno, un bene confiscato in un luogo vivo di partecipazione e cambiamento”.

La Masseria è il bene confiscato alla criminalità organizzata che appartiene al patrimonio del Comune di Afragola. Con i suoi dodici ettari, centoventimila metri quadri, è il bene confiscato alla camorra più grande dell’intera area metropolitana di Napoli. Dal primo marzo 2017 è affidata a un’associazione temporanea di scopo formata da cinque soggetti: Consorzio Terzo Settore, Cooperativa L’Uomo e il Legno, Cooperativa Giancarlo Siani, Associazione Sott’e’ncoppa e Cgil Napoli.

Le prime reazioni arrivano dal mondo dell’associazionismo e del sindacato. “Esprimiamo tutta la nostra solidarietà a Giovanni Russo, alle attiviste, agli attivisti e a tutti gli ortolani della Masseria – commenta l’associazione Libera – un luogo che rappresenta da anni un presidio concreto di legalità, ambiente, comunità e riscatto dei beni confiscati non può essere lasciato solo”.

Sulla stessa linea la Cgil di Napoli Campania, che denuncia “preoccupazione per gli effetti e le ricadute che si potranno avere dopo questo episodio, ettari bruciati, terreni distrutti dalle fiamme” e ribadisce che “il grande lavoro di Giovanni Russo, dei cittadini attivisti, degli ortolani, dei volontari e delle associazioni presenti non può andare perso”.”Un ringraziamento – prosegue la nota del sindacato – va a tutte le forze dell’ordine intervenute in queste ore, ma è necessario consolidare l’azione di tutti a difesa di un importante presidio di legalità. Non possiamo lasciare solo nessuno. La Masseria è un patrimonio collettivo di un’intera comunità”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/09/06/news/incendio_masseria_ferraioli_afragola_bene_confiscato_alla_camorra-425568596/?rss

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