

C’è anche John Elkann tra i finanziatori del nuovissimo allestimento a Capodimonte con 16 sale dedicate alle porcellane dal settecento in poi. L’imprenditore è presidente di Stellantis resterà per tutta la giornata a Napoli. Per l’occasione, ha incontrato il sindaco Gaetano Manfredi: “È stato un incontro interessante – spiega il primo cittadino – abbiamo parlato delle belle bellezze diffuse della città e delle sue capacità attrattive”.
L’esposizione – circa 7000 pezzi (porcellane e terraglie) in gran parte provenienti dalla collezione Borbone, arricchita da ulteriori acquisti e doni a partire dall’Unità d’Italia a oggi – apre oggi i battenti. Il Ministero della Cultura ha finanziato l’adeguamento delle sale con un milione e 100.000 euro. Gli Elkann sono tra gli otto mecenati che hanno contribuito ai lavori donando complessivamente circa 700mila euro, divisi in parti più o meno uguali. La donazione arrivata dalla famiglia è stata utilizzata per il restauro della Sala Murat, uno dei 16 ambienti che ospita l’esposizione. Entrando nella sala è possibile leggere una targhetta con la scritta “Realizzata grazie a Marella Agnelli Caracciolo di Castagneto”.
“Stamattina sono stati qui – racconta il direttore di Capodimonte, Eike Schmidt – e sono tra i nostri donatori. Vista l’importanza di Napoli per la diplomazia italiana nell’800, oggi siamo particolarmente contenti che Capodimonte diventi nuovamente un luogo di incontro ad altissimi livelli”.
“Per la prima volta nella storia di Napoli le straordinarie raccolte di porcellana del Museo e Real Bosco di Capodimonte sono visibili al pubblico una grandiosa esposizione che ricrea la magnificenza della vita nella Reggia Borbonica – sottolinea ancora il direttore Schmidt -. Si tratta di un passaggio importante per la storia stessa del museo che il prossimo anno celebrerà i suoi 70 anni, segnando anche l’inizio del riallestimento del primo piano con gli appartamenti reali”.
“In 24 mesi di entusiasmante lavoro di squadra – prosegue il racconto del direttore del museo -, che ha compreso il progetto di ricerca, abbiamo sviluppato l’idea che oggi ha preso forma: non più una semplice sezione dedicata alle porcellane ma un’esperienza immersiva sotto le grandi volte decorate della Reggia tra mobili preziosissimi, oggetti rari, animali imbalsamati, sete brillanti. Il salottino di Maria Amalia di Sassonia torna a risplendere e a incantarci con i suoi motivi orientali”.
“Rispetto al progetto iniziale, le sale sono aumentate da dieci a sedici, individuando risorse private oltre che pubbliche, grazie al coinvolgimento di generosi mecenati – sottolinea Schmidt -. Altra innovazione è stata la scelta di anteporre all’ingresso della collezione storica l’opera site-specific di Diego Cibelli, che crea un punto d’avvio del percorso non solo fisico ma anche culturale, proponendosi ai visitatori, soprattutto ai più giovani, in un’ottica antica e contemporanea al tempo stesso. La visione allestitiva di un maestro assoluto qual è Federico Forquet, tornato nella sua Napoli per lasciarvi un segno epocale, fa di questa Galleria delle Porcellane un’attrazione unica per fascino ed eleganza nel panorama mondiale dei musei. Ma il risultato più importante che oggi festeggiamo è la restituzione di questo tesoro identitario di Capodimonte e di tutta la Nazione, finalmente valorizzato e promosso, a tutti i napoletani e alla fruizione pubblica”.


