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La Campania cresce più del resto d’Italia, Bankitalia: “Aumenta anche l’occupazione”

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La Campania si conferma motore del Mezzogiorno. Cresce nel 2025 più del resto d’Italia e delle altre regioni del Sud. È quanto emerge dal rapporto Bankitalia presentato oggi. E che nel pomeriggio, alle 16 nella sala di Santa Maria la Nova, sarà al centro di un confronto con il presidente della Regione, Roberto Fico, e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. In mattinata ha illustrato i dati che stimano la crescita campana allo 0,9 per cento la direttrice della sede di Napoli Daniela Palumbo, tra i relatori della sessione pomeridiana con la vicedirettrice nazionale di Bankitalia Chiara Scotti.

Il dossier costituisce una fondamentale traccia di lavoro per cogliere il trend dell’economia campana in un contesto internazionale complicato dalle politiche dei dazi Usa e dalla imprevedibile evoluzione del conflitto mediorientale. A trainare la Campania è, come negli ultimi anni il settore farmaceutico, va bene nonostante le difficoltà legate all’export l’agroindustria. E gli effetti si registrano sull’occupazione. Aumentano le assunzioni del 2,6 per cento, soprattutto i contratti a tempo indeterminato che arrivano all’86,7 per cento rispetto all’84,8.

Entrando nel dettaglio si misura l’effetto di crescita del turismo, con Napoli meta preferita da sempre più stranieri e italiani. Ecco che sono soprattutto alberghi, ristoranti e società di servizi alla ricerca di personale. “La moderata espansione dell’attività è stata favorita da un quadro congiunturale in miglioramento per i servizi e, sebbene debolmente, anche per l’industria; l’attività del settore delle costruzioni è cresciuta”, si legge nel documento.Un miglioramento del mercato del lavoro che ha le sue conseguenze positive anche sulle famiglie.

“Nonostante il lieve rialzo dell’inflazione, il reddito disponibile in termini reali delle famiglie ha continuato ad aumentare, beneficiando della crescita dell’occupazione e delle retribuzioni. Tuttavia, su un orizzonte di più lungo periodo le retribuzioni reali dei dipendenti del settore privato in Campania hanno evidenziato un calo più intenso della media nazionale. L’espansione del potere d’acquisto ha sostenuto i consumi, la cui crescita, sebbene contenuta, è stata in linea con la media nazionale”.

Ma resta alto il tasso di disoccupazione che fino all’anno scorso era tra Napoli e provincia sopra il venti per cento e ora scende di due punti, restando tra i più alti d’Italia.Questa la fotografia complessiva, tenendo conto della fase particolarmente difficile a livello globale. Fa notare Bankitalia: “Nella regione permangono diffusi elementi di fragilità economica: una quota elevata delle famiglie campane continua a collocarsi nelle fasce più basse della distribuzione della spesa a livello nazionale”.

A soffrire di più le famiglie con più ridotte capacità di spesa sono quelle numerose con figli piccoli, i cittadini stranieri o con un basso livello di istruzione della persona di riferimento. Nel 2025 l’assegno di inclusione ha interessato circa un decimo della popolazione e il supporto per la formazione e il lavoro ha riguardato una quota pressoché tripla della media nazionale.Una valutazione multidimensionale del grado di benessere delle famiglie, che oltre agli aspetti economici considera ulteriori dimensioni legate al contesto sociale, istituzionale e ambientale, indica che la Campania, pur evidenziando indicatori in recupero negli anni più recenti, presenta livelli complessivamente inferiori alla media del Paese. Per migliorare la condizione della maggioranza delle famiglie a Napoli e nel resto della regione c’è ancora molto da fare.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/06/15/news/la_campania_cresce_piu_del_resto_d_italia_bankitalia_aumenta_anche_l_occupazione-425412192/?rss

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