Una grande umanità, una voce eccezionale e quell’amore per l’arte e il mare che hanno accompagnato la dedizione al lavoro in un secolo di vita. Compie 100 anni l’armatore Giuseppe “Peppino” D’Amato, che da Torre del Greco ha segnato l’industria del settore e le rotte della navigazione internazionale con la società “Perseveranza”. In questo nome, la cifra di una famiglia e il codice di una storia imprenditoriale che affonda le radici nella marineria torrese dell’Ottocento e ha la sua sede a Napoli, in piazza Municipio.
Nato il 10 ottobre del 1926, il comandante oggi ha festeggiato nella città dei coralli a cui è sempre rimasto legato: una torta con i propri cari, i numerosi collaboratori e gli amici. L’emozione degli affetti ritrovati e la riconoscenza autentica delle persone presenti raccontano una personalità forte e carismatica ma attenta agli altri: “Apprezzava le persone per quel che sono, non per quel che hanno” racconta il figlio Angelo accanto ai fratelli Marilena, Umberto e Rosalia. “In un settore caratterizzato da grandi personalità, a volte anche in conflitto tra loro, lui si è contraddistinto per la grande generosità” prosegue.
E basta ascoltare le parole di chi ha condiviso un pezzo di strada con D’Amato per spiegare: “Dopo 40 anni che ti conosco – dice Nunzia, una impiegata storica – ho avuto la fortuna di incontrare non solo il grande armatore ma soprattutto “Don Peppino”, l’uomo che ha sempre messo le persone al primo posto. Ricordo la fiducia nei giovani, la pazienza di insegnare, i vari delle navi e le risate. Le parole sull’altare per mio padre: prima di ogni incarico per te c’erano le persone”. D’Amato è stato, ad esempio, tra i promotori del Pio Monte marinai di Torre del Greco, antica istituzione volta ad aiutare le famiglie dei marittimi in difficoltà.
D’Amato aveva 18 anni appena quando cominciò a lavorare nell’impresa. Secondo di 11 figli, rinunciò agli studi per contribuire all’attività di famiglia (ma nel 2006 riceverà la laurea honoris causa in management delle imprese di trasporto all’università Parthenope). Nel 1969 la svolta, con la fondazione di “Perseveranza spa” con i fratelli Luigi e Michele. Il massimo splendore della società nel 2010, con 25 navi e le ultime realizzate da Fincantieri. Poi gli anni turbolenti della crisi fino al 2020. Oggi la ripresa. Lo scatto della festa racconta legami e impegno. Peppino ha provato anche a intonare “‘O sole mio”, la canzone che più di tutte ha amato nella sua vita fatta di avventure e sfide, dagli investimenti ai pirati. “Ogni problema non è mai uguale agli altri, c’è sempre da imparare” uno dei suoi primi insegnamenti ai figli. Una lezione che ha attraversato un secolo.


