
Alla fine è arrivato il via. In una Napoli soffocata da un caldo da allerta arancione, il Pride ha avuto inizio. Preceduto da un gruppo di motocicliste, il convoglio di otto carri colorati si è mosso dando inizio alla parata che oggi festeggia i 30 anni, tanto è passato dal primo Pride organizzato al Sud, proprio qui.
Ma c’è un prezzo da pagare all’afa: la Tarantina (nella foto, abbracciata a Maria Grazia Cucinotta) storica femminella napoletana che quest’anno ha compiuto 90 anni, figura iconica della cultura popolare partenopea, accusa un malore e viene caricata su una barella per essere portata via in ambulanza. Ma la signora è tenace, si riprende e chiede che le sia concesso di restare al Pride. Accontentata: la Tarantina si accomoda a bordo di un’auto e da lì seguirà il corteo protetta dall’aria condizionata. Maria Grazia Cucinotta le resta accanto.
Esultano gli organizzatori per una partecipazione definita “enorme”. “Edizione eccezionale del Napoli Pride, ci sono più di 100 mila persone a corteo appena iniziato – dichiarano -. È un abbraccio eccezionale della città di Napoli al Pride”. “Questa è la risposta più bella e sana alla destra di Meloni e Vannacci – aggiunge Antonello Sannino dei Comitati Pride – in questo mondo del progresso, in questo mondo pieno di missili e di bombe atomiche, Napoli è ancora l’ultima speranza che ha l’umanità per sopravvivere”.
Ad aprire il corteo dietro lo striscione “‘A libertà non si corregge”, l’attrice Maria Grazia Cucinotta e Leo Gassman, a cui si è unita all’ultimo momento Joe Squillo. E ci sono anche il presidente della Regione Roberto Fico e il sindaco Gaetano Manfredi.
Forte la delegazione del Pd guidata dai segretari regionale e metropolitano Piero De Luca e Francesco Dinacci. Con loro anche il capogruppo in consiglio comunale, Vincenzo Acampora. Per i 5 stelle l’assessora Emanuela Ferrante e la parlamentare Gilda Sportiello.
Roberto Fico: “In questi anni è stato fatto tanto, tantissimo grazie ai movimenti, sono stati già raggiunti anche grandi traguardi legislativi. Ma noi non ci fermeremo e non ci accontenteremo fino a quando non avremo conquistato tutti i diritti che vogliamo, perché più diritti per tutti significa una società migliore, una società più sana e una società che vuole partecipare, condividere e affermare quello che è. I toni di odio di altri non ci piacciono ma li combattiamo con i fatti, essendo qui al Pride, lavorando ogni anno per le opportunità che devono essere uguali per tutti, dobbiamo avere tutti gli stessi diritti”.
Il sindaco Manfredi: “ “Sicuramente Napoli è una città che trova nei diritti il suo motivo di esistere, nella sua storia, nella sua cultura anche popolare. Quindi questa è la vera Napoli, questo è poi il vero Paese che noi vogliamo, un Paese che guarda alle comunità con senso di apertura e con rispetto. Dietro l’intolleranza c’è sempre un pericolo. Oggi noi dobbiamo lavorare per avere le nostre comunità coese, unite e soprattutto rispettose dei diritti di tutti. Dai conflitti non si ottiene nulla di buono”.
Antonello Sannino, comitati Pride: “Il cuore pulsante di questa manifestazione è la difesa dei valori della Costituzione: solidarietà, libertà e giustizia sociale. Sfiliamo per la pace, contro tutte le guerre, con noi ci sono i Pride di Odessa e Beirut. E sfiliamo contro ogni forma d’odio e violenza, dedicando questa giornata a Mirko e Kety, le cui vite sono state spezzate dalla violenza cieca e brutale dell’omofobia. È soprattutto il Pride contro l’odio omotransfobico in questo paese che uccide, quindi noi sfileremo il ricordo e portando con noi in corteo Mirko e la mamma Katie che sono stati brutalmente massacrati dall’odio omotransfobico del padre, quindi un Pride contro le guerre, contro l’odio, contro la violenza”.
La scelta di partire da Porta Capuana non è casuale ma nasce per dare un segnale in una delle zone più complicate della città. Da qui il corteo si snoderà attraverso i luoghi simbolo della città, attraversando lo storico quartiere di Forcella, proseguendo per Corso Umberto e via Toledo, “per trasformare le strade in un fiume di colori, diritti e rivendicazioni” dicono i promotori.
Arrivo in Piazza Dante, che diventerà il grande palcoscenico per la fase conclusiva della manifestazione dove andrà in scena lo show condotto da Diego De Flora. Sul palco saliranno le madrine e i grandi ospiti di questa edizione: Maria Grazia Cucinotta, BigMama, Leo Gassmann. Per l’occasione sono stati illuminati con i colori dell’arcobaleno il monumentale colonnato di Piazza del Plebiscito.
Il Napoli Pride è “orgogliosamente” organizzato dal Comitato Napoli Pride, una realtà solida e plurale composta da Antinoo Arcigay Napoli, Associazione Trans Napoli, ALFI le Maree, Pride Vesuvio e Coordinamento Campania Rainbow.
Napoli, la gioiosa muraglia umana del Pride. “Siamo più di centomila”
Presenti con i loro carri Cgil e Uil. “Abbiamo sempre aderito al Pride – ricorda Giovanni Sgambati, segretario regionale della Uil -. Per difenderei diritti bisogna fare il proprio dovere. Le discriminazioni esistono sul lavoro ma anche nella società”. Nicola Ricci, segretario cittadino e regionale della Cgil sottolinea: “In piazza per difendere i diritti di tutti contro destra razzista e intollerante. Siamo in piazza anche per il popolo palestinese, vittima del genocidio, per tutte le vittime innocenti delle guerre. Oggi da Napoli parte un ulteriore messaggio alla destra che fa del razzismo e dell’intolleranza una missione che va contrastata ogni giorno”.
Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/06/27/news/napoli_pride_parata_30_anni-425437585/?rss


