Non c’è tregua per Maratea. Dopo il vasto incendio che ha interessato monte San Biagio nella notte tra il 14 e il 25 agosto, lambendo la statua del Cristo Redentore, un nuovo rogo è divampato nella serata di ieri nella frazione Massa, in località Triolo. Le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco, ma quanto accaduto ha lasciato ferite profonde nella comunità e nell’assetto ambientale della famosa località turistica della provincia di Potenza. La strada statale 18 Tirrena inferiore resta interdetta al traffico, così come restano chiusi il cammino di San Biagio e la via ferrata.
“Sebbene siano in corso gli accertamenti delle autorità competenti, la ravvicinata successione degli eventi registrati nelle ultime ore potrebbe far ipotizzare una matrice comune di natura dolosa – ha dichiarato il dirigente dell’ufficio Protezione Civile della Regione Basilicata, Giovanni Di Bello – Per questo è fondamentale la collaborazione di tutti: la tutela del patrimonio ambientale e boschivo della Basilicata passa anche attraverso comportamenti responsabili, il rispetto delle norme di prevenzione e la tempestiva segnalazione di ogni situazione potenzialmente pericolosa”.
L’appello è di “massima attenzione e collaborazione da parte di tutti i cittadini, degli operatori economici, delle attività presenti sul territorio e dei numerosi turisti che in questi giorni frequentano le località della costa tirrenica lucana. Le condizioni meteorologiche e ambientali continuano infatti a favorire l’innesco e la propagazione degli incendi. Invito tutti a mantenere elevata la soglia di vigilanza e a segnalare tempestivamente qualsiasi principio di incendio o situazione sospetta alle autorità competenti”.
Nelle ultime 36-48 ore il sistema regionale antincendio boschivo è stato impegnato su una serie di eventi rilevanti nell’area compresa tra Praia a Mare (Cosenza), Maratea, la Fondovalle del Noce – S.S. 585 – e, da ultimo, nell’area del Cristo Redentore. “Una successione di episodi che richiede particolare attenzione – ha aggiunto Di Bello – e che impone il mantenimento del massimo livello di allerta da parte dell’intero sistema di Protezione Civile. Tutte le strutture operative regionali, statali e locali restano pienamente attive e pronte a intervenire”.
Dura la denuncia di Legambiente: “Non si tratta soltanto di un gravissimo ed eccezionale danno ambientale alla biodiversità e al paesaggio, questo è un attacco diretto al cuore di un’intera comunità, colpita nel profondo della sua identità, della sua storia e della sua economia. La forza della Terra contro la miseria del dolo. Legambiente esprime ferma condanna nei confronti di chi continua a utilizzare il fuoco come strumento di distruzione e ribadisce la necessità di un controllo stringente del territorio e di indagini rapide per individuare i responsabili di quello che si configura come un vero e proprio crimine contro l’umanità e la natura”.


