

Avrebbe prima utilizzato il conto corrente e la carta Postamat del Cral dell’università per motivi estranei all’associazione. Successivamente avrebbe invece acquistato ben 248 telefoni cellulari a prezzo agevolato, sempre per conto del Cral, per poi rivenderli a terzi.
È accusata di appropriazione indebita e truffa una dipendente dell’Università degli studi della Basilicata che è stata interdetta per un anno dal luogo di lavoro. Il gip del Tribunale di Potenza, su ordinanza della Procura del capoluogo lucano, ha disposto il sequestro preventivo di oltre 331 mila euro.
Le indagini, condotte dalla guardia di finanza, hanno consentito di ipotizzare anche una distinta condotta di truffa ai danni di Wind Tre S.p.A., per l’acquisto dei cellulari poi rivenduti a terzi per un incasso di circa 289 mila euro. Secondo l’accusa, la donna avrebbe agito in qualità di tesoriera del Cral, appropriandosi di poco più di 42 mila euro.


