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“Sorda”, un film che parla di noi

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Raramente il cinema contemporaneo è riuscito a raccontare con tanta precisione e tanta delicatezza cosa significhi sentirsi esclusi da un mondo che continua a parlare senza accorgersi di chi non può ascoltarlo. Ma sarebbe riduttivo definire “Sorda /Il silenzio degli altri” un film sulla sordità. In realtà è un film sulla paura, sull’amore, sulla maternità e sulla difficoltà di trovare il proprio posto tra gli altri. Ángela è una donna sorda che aspetta una figlia. Quando la bambina nasce, ciò che sembrava una promessa di felicità si trasforma lentamente in un territorio sconosciuto. Non perché manchi l’amore, ma perché ogni gesto quotidiano diventa una domanda sul futuro, sull’autonomia, sull’identità e sul rapporto con una società che continua a considerare la diversità come un’eccezione. La regista Eva Libertad guarda i suoi personaggi con una tenerezza che non diventa mai compassione. Non cerca eroi né vittime. Cerca esseri umani. E li trova.

La grandezza del film sta soprattutto nella sua capacità di trasformare il linguaggio cinematografico in esperienza fisica. Il suono si interrompe, si allontana, scompare. Il mondo cambia consistenza. Lo spettatore non osserva Ángela: entra nel suo corpo, nella sua percezione, nelle sue paure. È un gesto di cinema potentissimo, capace di creare empatia senza mai ricorrere alla manipolazione. La straordinaria Miriam Garlo regala un’interpretazione di assoluta verità. Il suo volto contiene insieme forza e fragilità, rabbia e dolcezza, desiderio di libertà e bisogno di essere accolta. È uno di quei personaggi che continuano ad accompagnarti molto dopo i titoli di coda. In un’epoca in cui il cinema spesso alza la voce per farsi notare, Sorda sceglie la strada opposta. Sussurra. E proprio per questo colpisce più a fondo.

Perché il silenzio di cui parla il film non riguarda soltanto chi non sente. Riguarda tutti noi. Riguarda le solitudini che nascondiamo, le parole che non riusciamo a dire, i sentimenti che non sappiamo tradurre. Ed è forse questa la ragione per cui commuove così tanto: perché dietro la storia di una donna sorda riconosciamo la condizione universale di ogni essere umano. Quella di cercare qualcuno che ci capisca, ci abbracci, ci ascolti davvero.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/06/06/news/sorda_un_film_che_parla_di_noi-425393636/?rss

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