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Sub in missione nel golfo di Napoli: “Più protezione per il Banco di Santa Croce”

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Nel mese di luglio, i subacquei di Greenpeace Italia e Blue Marine Foundation si sono immersi nelle acque del Golfo di Napoli insieme a due ricercatori coordinati dal Distav dell’Università di Genova. Obiettivo: studiare e documentare lo stato del Banco di Santa Croce, 700 metri al largo di Vico Equense, uno degli ambienti sommersi più ricchi e preziosi del Mediterraneo.

Le immagini raccolte raccontano un ecosistema ancora vitale. Tra le ramificazioni delle gorgonie rosse e gialle nuotano dentici, cernie e aquile di mare, mentre sul fondale si sviluppano numerose colonie di corallo nero, piuttosto rare nelle acque italiane. È il paesaggio del coralligeno, un habitat complesso e straordinariamente ricco di specie, spesso definito la “barriera corallina del Mediterraneo”.

La spedizione servirà a sostenere l’inserimento del Banco di Santa Croce nella proposta di ampliamento e rizonazione dell’Area marina protetta di Punta Campanella. L’area è già riconosciuta come Zona di tutela biologica, ma secondo le associazioni una protezione più forte garantirebbe una gestione più efficace delle attività umane e controlli maggiormente adeguati. Accanto ai segnali positivi, però, sono emersi anche elementi di preoccupazione. Nella porzione sud-orientale del Banco è stata osservata una diffusa presenza di mucillagini bentoniche, fenomeno ormai frequente nel Mediterraneo.

Queste formazioni, favorite da condizioni ambientali alterate, ricoprono il fondale e gli organismi, riducendo la disponibilità di ossigeno e degradando progressivamente l’habitat. “Il Banco di Santa Croce è un autentico scrigno di biodiversità nel cuore del Golfo di Napoli”, sottolinea Valentina Di Miccoli, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia. La sua inclusione nell’Area marina protetta, aggiunge, permetterebbe di rafforzarne concretamente la tutela, oggi resa sempre più urgente dalle pressioni delle attività umane, a partire dall’intenso traffico di imbarcazioni. L’attività rientra nel progetto “AMPower”, promosso da Greenpeace Italia e Blue Marine Foundation per unire ricerca scientifica, confronto con le istituzioni e coinvolgimento delle comunità locali. L’obiettivo è contribuire alla protezione di almeno il 30 per cento dei mari italiani entro il 2030. Il progetto coinvolge sei aree marine protette: Punta Campanella, Asinara, Bergeggi, Torre Guaceto, Porto Cesareo e Ventotene. Sei luoghi diversi, legati dalla stessa sfida: trasformare la tutela da un confine tracciato sulle mappe in una protezione reale, capace di custodire anche ciò che, dalla superficie, resta invisibile.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/07/22/news/sub_in_missione_nel_golfo_di_napoli_piu_protezione_per_il_banco_di_santa_croce-425486680/?rss

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