

Il gip del tribunale dei minorenni di Napoli non ha convalidato il fermo emesso nei confronti del 17enne indagato dai carabinieri di Napoli-Poggioreale per avere preso parte alla sparatoria tra gruppi di ragazzi rivali che ha preceduto l’omicidio di Fabio Ascione, il 20enne ucciso da un colpo di pistola esploso accidentalmente all’alba del 7 aprile scorso dal 23enne Francesco Pio Autiero, ritenuto dalla Dda legato al clan De Micco di Ponticelli.
Il giudice ha disposto per il giovane, difeso dagli avvocati Antonio Rizzo e Giovanni Nappo, la misura cautelare del carcere per la gravità dei reati contestati: pubblica intimidazione con uso di armi, porto e detenzione di arma da fuoco aggravato.
Nell’udienza di convalida il giovane, apparso disperato per la morte di Fabio, suo amico, ha rilasciato dichiarazioni spontanee e ha confermato la dinamica dell’accaduto e cioè che il colpo di pistola sarebbe partito accidentalmente.
Domani intanto è prevista l’udienza di convalida davanti al gip de Angelis del fermo emesso nei confronti di Francesco Pio Autiero (difeso dall’avvocato Leopoldo Perone e dall’avvocato Simone Grossi) al quale, oltre al porto e alla detenzione di arma da fuoco e la pubblica intimidazione con uso di armi aggravati viene anche contestato l’omicidio volontario di Ascione.


