Un primo raid subito prima di Pasqua, per danneggiare la sede di Libera di Boscotrecase e spaventare gli attivisti contro i clan del vesuviano. Poi nella stessa piccola sede, dove si svolgono incontri e iniziative, venerdì un incendio ha distrutto gli interni e riportato l’angoscia tra i volontari. Il primo a denunciare è stato il medico ambientalista Franco Matrone, tra i promotori di Libera: “Non ci fermeranno pochi criminali convinti di poter fare il bello e il cattivo tempo sul territorio”. Intervenuti i vigili del fuoco per spegnere le fiamme e i vigili urbani, che stanno indagando sull’episodio percorrendo sin da subito la pista dell’incendio doloso. E collegando i due raid avvenuti a distanza di meno di un mese. Ma oggi l’Anpi invita tutti alla mobilitazione in difesa di Libera.
Boscotrecase, vandalizzata la sede di Libera
“Ennesimo, intollerabile atto vandalico e incendiario ai danni del presidio di Libera di Boscotrecase. Siamo di fronte a un fatto di enorme gravità, sul quale esigiamo venga fatta immediatamente piena luce”, dice Antonello Sannino, il presidente della sezione Anpi “Maria Penna e Rocco Caraviello” di Torre Annunziata, Boscotrecase, Boscoreale e Trecase. “Non possiamo e non dobbiamo permettere che l’indifferenza o l’assuefazione prendano il sopravvento. Colpire un presidio dedicato alla legalità non è un semplice danno materiale, significa sfregiare un presidio di democrazia, partecipazione, civiltà e riscatto sociale – spiega Sannino – È l’azione vigliacca e criminale, molto più di un gesto di mero vandalismo, di chi è convinto di poter fare il bello e il cattivo tempo in un territorio già duramente martoriato dalla mentalità camorristica. Un atto che fa ancora più rabbia se si considera che la struttura era già stata presa di mira durante le festività pasquali. Come Anpi, non ci limitiamo a condannare fermamente l’accaduto, ma chiediamo una reazione forte e corale”.
Per Sannino a questo punto non basta più la solidarietà, serve una iniziativa concreta al fianco dei volontari dell’associazione che promuove iniziative contro la criminalità organizzata in un territorio ad alta densità camorristica come il vesuviano.
“Auspichiamo una mobilitazione immediata da parte di tutte le associazioni, delle istituzioni locali e dell’intera società civile per fare scudo a difesa di questo importantissimo presidio di civiltà – conclude – Confidiamo nel lavoro delle Forze dell’Ordine intervenute, della Polizia Municipale e dei Vigili del Fuoco, sperando che le indagini, anche grazie al supporto delle telecamere di videosorveglianza, assicurino al più presto i responsabili alla giustizia. Chi colpisce il presidio di Libera, colpisce tutti noi”.


