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Caivano, la ricerca sui giovani: prima paura la guerra, poi il crimine organizzato

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. È stato presentato ieri sera, nel Municipio di Caivano, il progetto di ricerca-azione “Futuri (Im)Possibili”, promosso da Fondazione Rut ETS, Consiglio Nazionale delle Ricerche e Fondazione Don Calabria per il Sociale, in accordo con il Commissario Straordinario per Caivano, prefetto Fabio Ciciliano. “Abbiamo iniziato a pensare a questo progetto per vedere che contributo potevamo dare al territorio, non in termini di presenza, ma di sostegno e di valorizzazione delle risorse”, spiega Giovanna Martelli, segretaria generale di Fondazione Rut. “Siamo partiti dal tema giovanile, e abbiamo trovato la grande sensibilità del prefetto Ciciliano, allora Commissario Straordinario di Caivano: da lì è partito il nostro cammino. Oggi presentiamo i risultati incontrati con oltre 800 ragazzi e ragazze, con cui ci siamo interrogati su qual è la risposta migliore al contesto di Caivano. Continueremo questo cammino, cercando di trovare risposte alle loro domande.”

“Abbiamo scelto di partire dall’ascolto”, aggiunge Martelli. “I dati raccolti ci restituiscono una realtà complessa, fatta di aspirazioni, fragilità, desideri e ostacoli. Questa ricerca non conclude un percorso, ma apre nuove domande e conferma l’importanza di continuare a investire nella presenza educativa, nella costruzione di legami e nella capacità di pensare collettivamente le adeguate opportunità per le nuove generazioni.” Nato nel 2024, il progetto ha coinvolto in circa 18 mesi oltre 800 giovani del territorio attraverso un survey al Liceo “N. Braucci” (791 studenti), 195 interviste qualitative delle Unità di Ricerca di Strada e circa 500 questionari digitali. Il 58,2% degli studenti aspira all’università, il 65% colloca il proprio futuro su un orizzonte di dieci anni e il 53,4% dichiara di parlare prevalentemente in dialetto. “Questa ricerca ribalta una serie di luoghi comuni rispetto allo stereotipo che si è andato consolidando su Caivano”, dichiara Paolo Landri, responsabile della ricerca e direttore del CNR-IRISS. “Abbiamo lavorato sulla capacità di aspirare, cioè di vedere il futuro: una capacità che non è solo individuale, ma dipende dalle condizioni in cui si trova a svilupparsi. Nonostante i giovani di Caivano immaginino il futuro e abbiano dei progetti, questi stentano a realizzarsi per questioni territoriali oggettive: criminalità, abbandono scolastico, difficoltà di trovare lavoro, ma anche mancanza di mobilità e di spazi pubblici. La paura maggiore è la guerra, seguita dalla criminalità organizzata. Ed è interessante che le figure istituzionali non hanno così tanta importanza: famiglia e amici restano i riferimenti principali. C’è una grande voglia di futuro, ma i riferimenti contestuali e istituzionali andrebbero rafforzati.”

Tra i prodotti scientifici del progetto, il Glossario della Devianza Giovanile curato dal CNR-ILC, che mappa i linguaggi giovanili nei contesti di disagio, e la piattaforma social CambiaVento, che ha superato 434.939 visualizzazioni su TikTok. “Ringrazio il CNR, la Presidenza del Consiglio, il Commissario Straordinario, Fondazione Rut e Don Calabria, che ci danno un kit di dati importante da cui partire per assumere decisioni quanto più consapevoli”, afferma il sindaco di Caivano Antonio Angelino. “La ricerca-azione è uno strumento utilissimo che si inserisce in un piano di rigenerazione urbana, ma soprattutto sociale, determinante da qui a 5-10 anni per misurare i miglioramenti qualitativi della nostra comunità, a partire da un lavoro necessario sui giovani. Come amministrazione vogliamo metterci in ascolto, partecipare con i ragazzi e condividere con loro le politiche che possono rendere la loro vita utile. Questi dati ci danno la possibilità di non partire da zero, ma di stare già un po’ più avanti rispetto alle determinazioni che dovranno essere assunte.”

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/06/27/news/caivano_la_ricerca_sui_giovani_prima_paura_la_guerra_poi_il_crimine_organizzato-425437579/?rss

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