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Fondi europei, 500 milioni a rischio corsa per spendere entro fine anno

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Mezzo miliardo. È la cifra che la Regione rischia di perdere a fine anno. Sono i fondi europei che non si riescono a spendere. Un fantasma che ritorna puntuale a ogni ciclo di programmazione Ue della durata di sette anni. Per la prima volta incombe sul presidente Roberto Fico.

È stato il neo governatore a volere una riunione ad hoc con assessori e dirigenti. Si sono visti martedì, e dal tavolo è emerso che la situazione «è molto critica». Sul programma Fesr (Fondo sviluppo regionale) 2021-2027, che vale 5,5 miliardi in tutto, c’è un obiettivo intermedio da raggiungere per l’Ue: un miliardo da spendere quest’anno. Dalle proiezioni che fanno gli uffici regionali, tra progetti incagliati o lavori che non partono, sono 400 e 500 milioni che potrebbero risultare alla fine non spesi. E andare così in fumo. Siamo a metà anno e si cerca di correre ai ripari. Come? Si fanno largo alchimie vecchie e nuove. Perché dal confronto tra assessori e dirigenti – con Fico al tavolo gli assessori Claudia Pecoraro (Ambiente), Carmela Serluca (Agricoltura), il vicepresidente Mario Casillo – sono venuti fuori due problemi. Sono soprattutto i progetti legati all’ambiente ad avere difficoltà di spesa. E sono i Comuni che non riescono a spendere i fondi europei che ricevono dalla Regione. I motivi? Mancanza di personale, soprattutto tecnici. A cui si è aggiunta in queste fase la sovrapposizione con il Pnrr che ha impegnato gli uffici comunali per rispettare la scadenza di fine 2026.

Il fatto è che quello dei fondi europei è stato uno dei primi dossier per Fico quando si è insediato a dicembre. Una analisi realizzata in quel periodo dagli uffici indicava lo stato dell’arte. E i difetti del programma impostato dalla vecchia amministrazione De Luca: su 5,5 miliardi da Bruxelles, erano impegnati 7,6 miliardi ma ammessi a finanziamento 2,6 miliardi. Tradotto: una programmazione “eccessiva”, con una “ridotta efficacia di attuazione”. In soldoni: su ogni 3 euro programmati dalla Regione, solo 1 euro ammesso dalla Ue. E già a dicembre si evidenziava la scarsa capacità di spesa: erano certificati allora 317 milioni, circa il 12 per cento dell’importo ammesso a finanziamento. Ma soprattutto veniva fuori lo “squilibrio” tra i vari settori in cui si divide il programma Fesr. In primis l’ambiente: su 2,2 miliardi a disposizione, erano programmati 3,8 miliardi, ma ammessi 1,3 miliardi. Tra i primi atti della giunta Fico, delibere per individuare entro aprile i progetti a cui dare priorità ed evitare così di perdere fondi. Ora dalla riunione della settimana scorsa è partita la caccia ai progetti che garantiscano spesa. Come uscire dalle sabbie mobili? Alcune ipotesi: cancellare interventi in ritardo e puntare su altri che assicurano un certo tiraggio di spesa. Ancora: con il Pnrr in scadenza, alcuni cantieri non saranno completati e si potrebbero proseguire con i fondi Fesr. E poi c’è la possibilità di riprogrammare, spostando i finanziamenti dai settori che vanno più a rilento a quelli in grado di assorbire meglio le risorse.

«A ogni ciclo dei fondi Ue scontiamo i soliti ritardi – spiega un dirigente – per questo programmiamo importi maggiori di quelli in dotazione, per avere un margine di sicurezza. Perché sappiamo che c’è una mortalità di queste opere, non tutte arrivano a fare spesa, per difficoltà che insorgono in fase di lavori, fallimento di imprese, ostacoli burocratici. E sopratutto per i Comuni che hanno pochi tecnici che magari devono badare ai fondi europei così come alle strade, agli acquedotti e alle emergenze quotidiane. Se lo Stato non risolve il problema degli enti locali, non andremo da nessuna parte».

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/05/12/news/fondi_europei_500_milioni_a_rischio_corsa_per_spendere_entro_fine_anno-425339859/?rss

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