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In migliaia contro Cpr a Castel Volturno, in testa sette vescovi con Fico: “Il governo si fermi”

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Sette vescovi in prima fila, davanti ai cartelli alzati da migranti e bambini rom: “No allo sfruttamento, dignità e lavoro”. La Chiesa insieme a centri sociali, partiti politici – Pd, 5 Stelle, Avs – associazioni, sindacati, Ong, scout, per dire no al Cpr a Castel Volturno: il centro di permanenza per i rimpatri degli stranieri irregolari, voluto dal governo. “Siamo più di diecimila”, urlano gli organizzatori. Cinque chilometri di marcia sulla Domiziana tra bandiere, tamburi, migranti che indossano simbolicamente i giubbotti fosforescente di salvataggio in mare, sulle note di Rino Gaetano, Enzo Avitabile.

Foto/Felice De Martino
Foto/Felice De Martino 

“A chi governa – dice dal microfono don Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli – chiedo di fermarsi, di ascoltare questa terra, di rinunciare al progetto del Cpr a Castel Volturno. Lo chiedo da prete, con il Vangelo aperto. Il problema non sono gli immigrati ma le disuguaglianze e le mafie. Questo non è luogo dove si spostano i problemi”. C’è il presidente della Regione Roberto Fico: “Questo Cpr sarebbe uno scempio, un danno incredibile, non significa conoscere questa terra che ha bisogno di investimenti lungimiranti. Sono pronto a fare resistenza passiva e pacifica alla Ghandi, non ci sposteranno da questo territorio”. Intanto quattro giorni fa è stata già aggiudicata la gara per costruirlo. Per fermare il progetto, la Regione ha dichiarato la località La Piana, zona speciale , 4 mila ettari di terreno, ai sensi della direttiva eurorpa Natura 2000. E Fico si dichiara pronto a ricorrere in tribunale.

Cinque chilometri di marcia sulla Domiziana che parte dal centro Fernandes. “Vogliono fare Cpr a chilometro zero, comee se i migranti fossero pomodori”, attacca Antonio Casale, direttore del centro: “Questo è lo spaccato d’Italia bella, terzo settore, sindacati, nessuno si scandalizzi che la Chiesa sia davanti a questo popolo buono”. Eccoli: l’arcivescovo Battaglia, Angelo Spinillo, vescovo di Aversa, Pietro Lagnese, vescovo di Caserta e Capua, Giacomo Cirulli, vescovo di teano, Giuseppe Mozzafaro, vescovo di Cerreto sannita, Michele Autuoro, vescovo di Benevento, Carlo Villano, vescovo di Pozzuoli. “Questo territorio non consentirà di essere associato ancora una volta a un luogo di morte”, spiega Mimma D’Amico dell’ex Canapificio: “Noi lottiamo qui per cambiare la società”.

Don Mimmo Battaglia insiste: “A Castel Volturno occorre investire nell’accoglienza diffusa, nella salute, nell’istruzione, nel lavoro regolare e nelle abitazioni. Occorrono vie di ingresso legali, percorsi effettivi di regolarizzazione e strumenti per contrastare lo sfruttamento, permettendo a chi denuncia un abuso di non sprofondare in una condizione ancora più fragile. Il problema non sono gli immigrati. Il problema è una società che trova le risorse per investire in armi e guerre. Sono i giovani senza lavoro le mafie che divorano i territori, rubano speranza, il costo insostenibile della vita per le famiglie”.

Strappa applausi l’arcivescovo quando dice che “é piu facile indicare uno straniero da combattere che affrontare le disuguaglianze, quando i poveri vengono messi gli uni contro gli altri, a vincere non sono i poveri. A vincere è l’ingiustizia. Nessuno sia costretto a vivere senza dignità”. Tra i primi ad arrivare padre Alex Zanotelli: “Inportante vedere vescovi insieme a gente, mettersi insieme al di là delle differenze. Questo Cpr costerà 30 milioni, stanno buttando via soldi, molti di questi ragazzi nei Cpr si suicidano, senza un minimo di protezione medica”. Nicola Ricci, segretario generale Cgil campana: “L’area sarà vincolata come Sin, sito di interesse nazionale, ci troveremo l’ esercito a difenderlo, mi sembra una provocazione politica . Qui i migranti hanno bisogno di mezzi pubblici, sanità, centri di ascolto”.

Si sfila tra saracinesca abbassate, case diroccate. Folta delegazione di parlamento e consiglieri regionali di Pd e 5 Stelle. Anche Marta Bonafoni, responsabile segreteria nazionale Pd: “Sono venuta con pullman insieme a circolo Pd di Caserta per dire no a questo Cpr, per dire che non è quello il sistema per regolare immigrazione. Cpr sono disumani, distolgono risorse che potrebbero servire per la reale sicurezza, non ultimo l’ assunzione di 30 mila poliziotti. Dobbiamo fermare ennesimo sfregio alla inclusione, sbattere dietro le sbarre le persone. Quando torneremo al governo supereremo e aboliremo la Bossi Fini. La destra vuole aprire i Cpr per propaganda, perche qhesto governo non dà risposte alla vita quotidiana delle persone”. Sagome che ricordano gli immigrati vittime della strage di San Gennaro (7 vittime il 18 settembre 2008) – erano ghanesi – e quelli vittime del Cpr: è l’iniziativa realizzata dall’associazione anticamorra Libera. “Sono tutti vittime di un’unica matrice, quella razzista” dice il coordinatore di Libera Campania Mariano Di Palma. “In questo territorio martoriato dalla camorra e dal degrado ambientale il Cpr non serve, perché non farebbe altro che creare un altro ghetto”.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/10/24/news/cpr_castel_volturn_cardinale_battaglia_protesta_governo-425672460/?rss

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