Evoluzioni in volo, piroette, le prime picchiate. Lo spettacolo dell’involo di quattro giovanissimi falchi pellegrini, nati da una delle coppie nidificanti sull’isola, esalta la biodiversità di Ischia, a poche decine di metri dalle spiagge che iniziano ad affollarsi per l’approssimarsi della stagione estiva. I piccoli osservano e imparano dai genitori, una coppia fidelizzata alle ripide falesie di Forio, che affacciano sull’area marina protetta Regno di Nettuno: sono momenti delicati, ad alto rischio d’incidente.
Andrà tutto liscio, come documenta Michelangelo Ambrosini, birdwatcher e appassionato di fotografia naturalistica, che segue da anno le nidificazioni questi rapaci, recordman di velocità, nei luoghi più nascosti dell’isola.
“Del resto – annota Rosario Balestrieri, ornitologo della Stazione Zoologica Anton Dohrn – la presenza di una popolazione nidificante nutrita di falco pellegrino sulle isole del Golfo di Napoli non è soltanto uno straordinario spettacolo della natura, ma un vero e proprio motore ecologico per l’intera regione e oltre. Capri, Ischia e Procida, con le loro falesie impervie, si sono consolidate come una formidabile ‘sorgente biologica’, una nursery naturale importante per l’incremento di una specie a rischio”.
Dove andranno, ora i nuovi nati? “Non sono destinati a rimanere confinati nel loro luogo d’origine – spiega l’ornitologo – Al contrario, spinti da un istinto ancestrale e dalla necessità di trovare spazi propri, i giovani falchi intraprendono una cruciale fase di dispersione giovanile. Questo percorso può esser di pochi o moltissimi chilometri e li porterà ad attraversare il braccio di mare per andare a colonizzare nuovi territori, non solo nell’entroterra campano, magari lungo le rocciose del Cilento e del Matese o persino nostre città, ma anche in altre regioni o ancora più lontano.”.


