

C’è il drammatico terremoto di Casamicciola del 1883, anche attraverso la vasta eco sui giornali internazionali, ma ci sono anche le evoluzioni dei trasporti marittimi, che hanno avvicinato l’isola alla terraferma, e tutti i grandi processi del Novecento, a cominciare dalla liaison con l’editore Angelo Rizzoli, che garantì un decisivo impulso al turismo. La fascinosa storia di Ischia si racconta, da oggi, attraverso i nuovi spazi dell’emeroteca “Giuseppe Valentino”, inaugurati in via Morgioni: custodiscono un archivio, perennemente in fieri, del sorprendente fermento di un’isola dove il giornalismo ha sempre trovato terreno fertile. Dal “Monitore” del 1806 alle storiche testate, a partire dal 1881, de “L’Epomeo”, “La Vedetta del Golfo”, “Il Gerone”, “Il Casamicciola”, “Il Corriere del Golfo” e “L’Operaio”, fino ai due quotidiani editi attualmente, un piccolo record su un territorio così piccolo: al pubblico viene proposto un tour privilegiato attraverso un’ampia collezione di pubblicazioni, articoli, riviste e documenti storici che testimoniano l’evoluzione del giornalismo locale – con Ischia, c’è l’intero golfo di Napoli – nel corso dei decenni.
L’inaugurazione è caduta nel centenario della nascita del fondatore, Giuseppe Valentino, storica figura del giornalismo ischitano. L’emeroteca è gestita dall’omonima Fondazione, ente partecipato della Regione Campania, che – grazie a un’intuizione di Elio e Benedetto, i figli di Giuseppe, oggi alla guida del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo – ha provveduto al restauro e ricondizionamento conservativo di quotidiani storici dal 1889 al 1920. E tra gli spazi della nuova sede – il taglio del nastro con il sindaco di Ischia, Enzo Ferrandino – si trovano allora circa 400 giornali e 1604 fogli, un tesoro preziosissimo – e ai più sconosciuto – che aiuta a rileggere il passato e, magari, a immaginare un futuro ancora a storia e identità. Basta, del resto, sfogliare le circa 30 mila copie di giornali o i 12 mila volumi tra cui cinquecentine e rarissime edizioni riguardanti Ischia per restare fatalmente affascinati dalla storia straordinaria di un’isola che è una vera e propria miniera di storie. E c’è da perdersi, soprattutto, nella sezione manoscritti: vi sono conservati diari del Seicento e del Settecento sulle cronache isolane e del Castello. Una “chicca” su tutte: una delle pochissime lettere scritte da Giuseppe Garibaldi durante il suo storico soggiorno a Casamicciola.


