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Terra dei Fuochi e plastiche agricole, la rivolta parte da Teverola e Frignano: tonnellate rimosse

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Diverse tonnellate di plastica agricola rimosse dai terreni della Terra dei Fuochi. È il bilancio della prima giornata della campagna “Ambiente e Agricoltura, Responsabilità in campo”, promossa dal Commissario Unico per la bonifica dei siti contaminati, Generale Giuseppe Vadalà, e da PolieCo – Consorzio Nazionale per il Riciclaggio dei Beni in Polietilene – realizzata insieme alle Associazioni di categoria e agli operatori della filiera. Le operazioni sono partite da Teverola e Frignano e proseguiranno lunedì e nei giorni successivi, attraversando Casaluce, Villa Literno, Giugliano, Trentola, Vitulazio, San Tammaro, Cancello ed Arnone, Parete, Grazzanise, Marcianise e Maddaloni.

Tra i materiali rimossi, ci sono manichette di irrigazione, teli da serra, teli da pacciamatura, cassette e altri manufatti plastici che tendono ad accumularsi nei fondi a fine stagione, spesso per mesi. C’è una ragione urgente dietro la tempistica della campagna. Più a lungo restano abbandonati nei campi, più cresce il rischio che qualcuno li smaltisca nel modo più rapido, e più devastante, possibile: il rogo. Fuochi che non bruciano soltanto plastica, ma rilasciano nell’aria e nel suolo sostanze tossiche, alimentando quel ciclo di avvelenamento che per anni ha tenuto sotto accusa l’intera area. Intercettare quei materiali prima che finiscano incendiati è dunque l’obiettivo primario: ogni chilo rimosso è un rischio in meno per la salute di chi abita e coltiva questi territori.

Il punto qualificante della campagna è proprio questo: portare il servizio direttamente agli imprenditori agricoli, abbattendo le barriere al conferimento legale. Chi fino a ieri non aveva una via d’uscita praticabile per certi scarti oggi può trovarne una, senza costi proibitivi e senza burocrazia paralizzante.

La scelta di avviare la campagna nel cuore della cosiddetta “Terra dei Fuochi” non è casuale. Non si tratta di cancellare decenni di illegalità ambientale, ma di dimostrare che quegli stessi luoghi possono diventare laboratori di buone pratiche.

“Chi lavora la terra ogni giorno ne è il primo custode – afferma il generale Vadalà – Questa iniziativa dimostra che legalità, sostenibilità e crescita economica non sono obiettivi in contraddizione”.

Per Claudia Salvestrini, Direttrice generale di PolieCo, il segnale è altrettanto netto: “Una plastica agricola gestita correttamente non è un problema da nascondere, ma una risorsa da valorizzare. Il fatto che istituzioni e imprese si siedano allo stesso tavolo dimostra che la responsabilità verso l’ambiente può diventare un motore di sviluppo per interi territori”.

La Prefetta di Caserta, Lucia Volpe, esprime grande apprezzamento per l’iniziativa, e auspica che “dopo le misure messe in campo per il risanamento e la riqualificazione ambientale del territorio, deve necessariamente affiancarsi l’impegno degli Enti locali per non vanificare le azioni ‘straordinarie’ in corso e condurre ad un autentico ‘cambio di passo’ culturale, che consenta finalmente di restituire i territori bonificati e riqualificati alle comunità”.

A luglio il progetto si sposterà nell’area liternese, dove il focus sarà su uno dei materiali più diffusi nelle serre campane: le ali gocciolanti per l’irrigazione del pomodoro, il cui smaltimento corretto resta ancora una sfida aperta.

Fonte: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/06/13/news/terra_dei_fuochi_e_plastiche_agricole_la_rivolta_parte_da_teverola_e_frignano_tonnellate_rimosse-425408528/?rss

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