

di Tiziana Cozzi
L’aeroporto si rinnova e guarda al futuro. Manca poco più un mese alla chiusura di 30 giorni dell’intero scalo per il rifacimento della pista (dall’1 al 30 novembre). «Poi si partirà subito con gli appalti dei lavori per la viabilità – spiega l’amministratore delegato di Gesac Roberto Barbieri – e per il restyling degli uffici che si trasformeranno in un albergo. Per il resto attendiamo la Via (Valutazione di impatto ambientale), richiesta al ministero dell’Ambiente. Appena ci daranno l’ok, partiremo con i lavori all’interno dello scalo. Preciso che, in quel caso, non si fermerà nulla. Le attività dell’aeroporto coesisteranno con le opere di riqualificazione per tutto il periodo necessario». E proprio in previsione dei lavori ormai prossimi, ieri, nella sede Acen alla Riviera di Chiaia, Gesac e l’associazione dei costruttori napoletani hanno siglato un protocollo per garantire legalità, sicurezza, trasparenza, valorizzazione del lavoro e sostenibilità ambientale negli appalti e per le imprese che realizzeranno il nuovo scalo di Capodichino.
«Dal primo al 30 novembre chiuderemo, le imprese lavoreranno 24 ore su 24, anche nei festivi – prosegue Barbieri, a margine della firma del protocollo – le piste si rifanno ogni 20 anni per questioni di sicurezza e io ho voluto anticiparmi. Ci aspettano anni di lavori ma sempre con l’aeroporto regolarmente funzionante. Speriamo di concludere nel 2029-2030».
Il Masterplan, presentato qualche settimana fa, prevede lavori importanti per la riqualificazione dell’intero scalo entro il 2035: un secondo terminal dedicato ai voli extra Schengen, nuova viabilità, collegamenti con la metropolitana e interventi di riqualificazione urbana. Investimenti complessivi per oltre 250 milioni di euro entro il 2035, di cui 230 con risorse private, e l’acquisizione di circa 170mila metri quadrati di nuove aree. Così, si stima una crescita sostenibile del traffico fino a 17,3 milioni di passeggeri l’anno, resa possibile dall’impiego di aeromobili di maggiore capacità. «Abbiamo 136 destinazioni – aggiunge Barbieri – 7 per il Nordamerica. Sottolineo che i lavori saranno portati avanti, per il 90 per cento, con un investimento privato e proprio per questo abbiamo voluto rimarcarne l’importanza, garantendo tutti i principi della legalità e della sicurezza con un protocollo d’intesa con l’Acen, che stabilisce le regole tra stazione appaltante e i potenziali partecipanti alle gare d’appalto. Un progetto di crescita della città, per cominciare, deve essere accompagnato da una tutela dei più deboli sul lavoro». «Questo protocollo ha una diversa impostazione rispetto agli altri già firmati – interviene Antonio Savarese presidenteAcen– perché in questo caso riguarda nuove opere, ancora da avviare e da concludere nei tempi corretti. Vuol dire che c’è un’attenzione particolare al rispetto delle norme di sicurezza e della qualità del lavoro. Come imprese dobbiamo cercare di seguire l’esempio di questi ultimi 6 mesi». Ciò che è stato fatto per l’America’s Cup, è stato realizzato in gran parte da imprese napoletane. «Abbiamo dimostrato che a Napoli i lavori si fanno – prosegue Savarese – con costi certi, tempi certi e anche con una certa qualità. È un fatto nuovo. L’aeroporto di Capodichino ha riqualificato un’area, è un’oasi perfetta, però dobbiamo fare in modo che, appena sbarcati, fuori poi non ci si ritrovi in una casbah». Regole condivise, misure di comportamento, “paletti” da applicare su tutto il ciclo degli appalti, dalla gara all’esecuzione delle opere. Sarà rafforzata la prevenzione delle infiltrazioni criminali, in collaborazione con prefetture, forze dell’ordine, ispettorato del lavoro. Le procedure saranno tracciabili in ogni passaggio, pubblicati su piattaforme certificate.


